Intervista agli Ad Noctem Funeriis (black metal, Italia)

AD NOCTEM FUNERIIS

L’Agglutination sta arrivando, questione di giorni. Dopo i Rome in Monochrome è tempo di raccontarvi un’altra band che troverete il 19 agosto a Chiaromonte. Anzi, è il momento che Moloch, il chitarrista degli Ad Noctem Funeriis, ci illustri come funziona una gran bella esperienza black metal nel Sud Italia e come si riesca ad andare avanti senza concedere neanche una fettina sottilissima di culo alle divagazioni commerciali che il genere oramai spesso propone. [F]

Ragazzi, perché nel vostro nome Funeriis ha due “i”? Quelli di Metal Archives dicono che è sbagliato: li mandate ufficialmente affanculo o dedicate loro un abbraccio affettuoso? Ciao F., e grazie per la possibilità e per l’interesse. In realtà ci siamo accorti del presunto errore nel nome dopo anni, ma ormai il nome girava cosi da un po’ e ce ne siamo altamente sbattuti i coglioni, senza andare ulteriormente ad indagare. Quelli di Metal Archives li mando a fare in culo perché invece di soffermarsi sulla musica si preoccupano di questi dettagli inutili. Se permetti posso chiamare la mia band come meglio mi aggrada, errori (involontari) compresi.

Cercando bene sul web per vie sinistre, si trova addirittura la vostra prima demo, Apocalyptic Vision of Death, uscita ben quattordici anni fa! Vi fa piacere avere questo tipo di interesse da parte di operatori borderline dell’internet come sti tizi che piazzano i dischi sulle loro piattaforme pirata? Avreste mai immaginato, nel 2004, di essere così gettonati dopo tutto questo tempo? Certo che fa piacere. Non abbiamo mai suonato Black Metal con lo scopo di fare soldi. Vendere dischi serve ad autofinanziare le attività della band, certo, ma se un russo mette sul suo blogspot la nostra demo e fa conoscere la band anche in questo modo va benissimo. Pubblicità per noi insomma ehehe! Nel 2004? All’epoca pensavamo solamente a suonare in una cantina umidissima e a bere il più possibile (a parte la cantina umida non è cambiato poi molto da allora), ma avevamo delle aspettative che a distanza di 15 anni sono state appagate.

Come siete entrati in contatto col batterista di Permixtio, Strix e Blasphemous Noise Tormemt, ossia Murmur, colui che stava dietro alla one man band Propaganda, con cui avete fatto uno split una decina di anni fa? Che tipi eravate? Dei birichini proiettati verso il primo disco lungo? Entrai in contatto con lui tramite il compianto Myspace e amicizie in comune. Che tipi eravamo? Eravamo solo più giovani di oggi ahahahaha! Per il resto non è poi cambiato molto.

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Se una demo può anche essere introvabile, meno scontato è che lo sia anche il vostro album del 2008. Of Evil And Torment non lo è in assoluto, ma delle copie in cassetta, secondo Discogs, si trovano in Polonia, Portogallo e… Canada! Come mai? Avete sottovalutato la richiesta dei vostri ascoltatori o ci sono stati problemi materiali, errori di stampa o registrazione, tali da farvi pensare che era meglio far finta che il disco non esistesse? Of Evil and Torment uscì per la svedese Salute Records in tiratura limitata, poi ristampato sempre dalla medesima perché andò a ruba, specialmente tramite la distribuzione diretta del boss della Salute Records. Più che sottovalutare l’interesse verso quel disco, in quel periodo abbiamo pensato semplicemente di dedicarci alla roba nuova con la nuova lineup. In cantiere c’è comunque una nuova ristampa di “Of Evil and Torment”, sarebbe dovuta uscire già a gennaio ma ci sono stati dei ritardi.

Moloch, sempre a proposito di Of Evil And Torment, è vero che quando avevi bisogno degli mp3 del disco, te li sei procurati da un sito pirata russo? Quindi i blogspot di questo tipo sono utili? Non è meglio metterlo legalmente su Youtube o in free download su Bandcamp, assieme alla demo del 2004? E se i file pirata sono di qualità infima o se sono addirittura dei falsi, non ci andate a perdere anche voi? Come detto prima, lo share sui vari blogspot è pubblicità gratuita. Non credo di perderci nulla in fondo… eh si,dopo un trasloco non trovavo la mia unica copia originale del disco e fui costretto a cercarlo online haahahah

Dopo Of Evil And Torment cosa vi è successo? Eravate davvero in sei, all’epoca di quel disco, come indicato da Metal Archives? Per avere un seguito abbiamo aspettato un bel po’ e la vostra formazione ha avuto vari sussulti e avvicendamenti. Siete mai stati sul punto di lasciare perdere gli Ad Noctem Funeriis e darvi alla polka (madonna)? Non siamo mai stati in sei e Metal Archives scrive spesso stronzate. Per esempio Matteo De Bellis non ha mai fatto parte dei Funeriis, un grande musicista ed un buon amico, ma non ha mai avuto nulla a che fare con la band. Tempo fa indicarono il nostro ex chitarrista Nihil come Marco Aromatario (altro buon amico), cosa assolutamente falsa, o addirittura trovai scritto Max Marzocca dei Natron come nostro ex batterista (ma magari!!!). Quindi non do molto credito alle informazioni che un australiano (per esempio) può scrivere sulla mia band senza conoscere veramente i fatti. Anche perché anni fa chiesi una correzione appunto per questi errori e mi fu risposto “ma chi cazzo sei e che ne sai tu?” ahahahahaha! Come spesso accade nelle band le persone perdono interesse nella musica, cambiano le situazioni personali, ci si trasferisce e cose del genere. Per questo ci siamo fermati in attesa di trovare gente veramente interessata e capace di far parte della band. Lasciar perdere??? e perché mai dovremmo pensarlo???

Satan’s March Black Metal è il titolo del vostro ultimo disco lungo, uscito oramai tre anni fa, ma è anche una dichiarazione d’intenti ben precisa, come ogni vostro brano, del resto. La pubblicazione è avvenuta per una task force est europea composta da Vacula Productions e Symbol of Domination Prod. Come si sono comportate queste due etichette? Consigliereste a un gruppo alle prime armi di proporsi a loro? Beh sì, non le mandiamo a dire insomma ahahah! Sì, consiglierei vivamente di collaborare con loro. Sono stati ultra professionali ed amichevoli allo stesso tempo.

La vostra pubblicazione più recente è uno split-manifesto del black metal italiano, assieme a Catechon e Infernal Angels. Come è nata questa collaborazione? C’è qualche collegamento, quantomeno negli ideali, col precedente split? La collaborazione con Infernal Angels e Catechon è nata da un amicizia decennale con Massimo Chiarelli (I.A.) e da una nuova amicizia con Riccardo (C.) durante una bevuta colossale ad un edizione dell’Howling at the Moon. I collegamenti sono presenti in ognuna delle cose che facciamo in realtà, in un modo o nell’altro.

Sicuramente, dato il titolo, credete che sia uno split rappresentativo del movimento black nazionale, no? E allora come mai avete scelto di coverizzare i Darkthrone? Lo split rappresenta la visione di Black Metal di tre band italiane. Non ho la presunzione di voler rappresentare l’Italia intera. Abbiamo scelto un brano dei Darkthrone perché sono stati per tutti noi uno dei gruppi fondamentali di tutta la scena Black Metal mondiale, ci piacevano quando eravamo dodicenni e ci piacciono ancora. Quindi perché non omaggiarli con una nostra versione?

Ritenete di essere cambiati da un’uscita all’altra o siete i soliti, amabili esserini bestemmiatori di Oracle Of A New Age o Kill Jude Christ? Se per “cambiati” intendi questo, ti posso dire che con la vecchiaia siamo solo peggiorati ahahah! Stilisticamente parlando qualcosa è cambiato, ovviamente. Ogni nuovo membro porta un cambiamento e nuove e valide idee, non ci piace coverizzare noi stessi eheheh…

Quest’intervista si occupa solo degli Ad Noctem Funeriis, ma non posso trattenermi dal chiedervi qualcosa sul “contorno”. Pensate di essere riusciti a tenere viva una sorta di scena black pugliese assieme a progetti come Hexentomb, Dewfall, Vajass e Mortifier? C’entrate voi (singolarmente o collettivamente) col fatto che periodicamente in Puglia scendono gli Handful of Hate a fare il culo a tutti? C’è sempre stata una sorta di scena qui, sia prima di noi che ora. Con i gruppi che hai citato c’è sempre stata un’amicizia che dura da anni, collaborazioni personali e cose del genere. Handful of Hate… oltre all’amicizia, per quanto mi riguarda, sono la bandiera italiana del Black Metal e tra le migliori band mai esistite, ma è un mio parere personale ovviamente. Oltre a fare il musicante (almeno ci provo), collaboro con Walter Tarallo ed il suo Beerstruction (organizzazione di live underground), e appena possiamo li facciamo scendere a spaccare culi, si! (l’anno prossimo li rivedrete qui statene certi!)

Il 19 agosto parteciperete ad uno degli eventi più importanti del meridione metallico. Com’è immaginarsi sullo stesso palco di big come Death SS, Necrodeath e Pestilence? Perché dovremmo essere tutti attorno a voi a rendervi omaggio? È un onore e una responsabilità… Perché siamo i Funeriis, ovvio no?

Preferite gli open air come l’Agglutination o concerti dedicati? E tra questi ultimi la situazione più proficua e ispirata per voi è una Loggia Nera (quindi di puro underground) o un’apertura ai Batushka? Diciamolo, che a settembre i misteriosi polacchi vengono a Bari e suonerete prima di loro! Non disdegniamo nulla. Ogni situazione è diversa ed allo stesso tempo entusiasmante.

Nel 2018 qual è l’obiettivo del black metal? Se digito “black metal interview” su Google mi esce Necrobutcher su Noisey/Vice e Fenriz sul The Guardian. È mainstream, o no? Guarda, per noi l’obiettivo è sempre lo stesso. Urlare bestemmie e produrre buona musica, fare schifo come sempre insomma. È inevitabile per band di quel calibro diventare più “mainstream”… quindi non mi sento di criticare nessuno.

E per voi l’approccio agli ideali del metal è cambiato negli anni che avete vissuto, diciamo tra la prima demo e l’ultimo split? Tramite gli Ad Noctem Funeriis e i vostri altri progetti sentite di essere sulla buona strada? Non è cambiato nulla, si è solo ampliato il tutto tramite altri progetti e collaborazioni. La buona strada non esiste, esiste la strada che si sceglie di percorrere secondo la propria anima.

Come vedete questo trend molto deciso verso il cosiddetto war metal? Voi avete mantenuto una vostra linea precisa, non mi sembrate molto scalfiti da questa tendenza. Le tendenze non fanno per noi, che si tratti di war metal, l’ormai blasonato folk/viking (ora sono tutti pagani, cosa credi?), e cose simili. Noi andiamo avanti secondo i nostri schemi e basta.

A quali condizioni gli Ad Noctem Funeriis accettano al volo la proposta di un organizzatore di eventi? Al contrario, che termini vi fanno pensare che l’inculata è probabile? Accettiamo al volo una proposta se c’è tanto alcol a disposizione e se ci garba la situazione (altre band presenti in primis), se l’organizzatore si pone in un certo modo e se lo conosciamo (fattore importante). Rifiutiamo subito quando ci chiedono di pagare per suonare. Quella è l’unica occasione in cui si manda affanculo subito, per il resto si discutono termini e condizioni favorevoli a tutti e ti posso dire che non siamo stati quasi mai delusi.

Momento serietà. È una questione annosa, che divide gli animi e fa discutere un po’ ovunque, anche nei salotti buoni della società. Vi chiedo di prendere posizione: gli Ad Noctem Funeriis sono favorevoli o contrari al pogo nei concerti black metal? Ahahahaahah sticazzi,la gente può fare quello che vuole,a noi interessa principalmente che apprezzi quello che facciamo. Se uno vuole pogare, pogasse. Vuole restare fermo a bordo palco? Ok, resta lì e ascolta. Non fa molta differenza per quanto ci riguarda.

La bestemmia è… un intercalare! grazie F.! ci vediamo all’Agglutination!!! NGUL A CRIST!!!

3 pensieri su “Intervista agli Ad Noctem Funeriis (black metal, Italia)

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