Intervista amarcord ai Vomit The Soul (death metal, Italia)

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Domenica pomeriggio. Cosa si fa in quel momento della placida giornata di riposo che spetta a noi miseri umani ogni settimana? Ma è semplice: ammirare i propri dischi. Mi è caduto l’occhio su una triade efferata, composta da un EP e dai due album dei Vomit The Soul, gruppo non più in attività da tanti anni. Li ho rimessi nello stereo e sono partito in quarta: sulle ali della goduria per la loro musica fantastica ho voluto scoprire cosa avevano da dire riguardo a quell’esperienza dopo tanto tempo. Adoro i gruppi che si aprono alle annusate, alle curiosità, alle grufolate e ai pettegolezzi di Blog Thrower. [F]

Vomit The Soul = Cannibal Corpse. Come siete riusciti ad andare oltre questo abbinamento ingombrante? Dopotutto se scrivo il vostro nome su Google, uno dei suggerimenti è proprio “band”. Max (voce e chitarra) – In realtà fin da subito non abbiamo avuto problemi a riguardo, essendo una delle band che per prime ci hanno spinto a fare questo genere. Siamo fan accaniti dei Cannibal Corpse, una delle nostre preferite, e abbiamo cercato di omaggiare tale importanza, “rubicchiando” il titolo di una canzone e provare a vedere che succedesse… il resto è venuto da sé! ehehhe…

Hellish Live è stata la vostra prima testimonianza nel mondo discografico o c’è qualcosa ancora più nascosto? Si trova ancora in giro? Dove è stato registrato questo live? Max – Sì esatto! Praticamente una demo tape di un live registrato allo Skagen di Como agli albori del nuovo millennio. Ervamo stra-inesperti e giovanissimi, ma sentimmo l’esigenza di bloccare l’evento, tramutandolo in una prima uscita ufficiosa autoprodotta, anche perchè una volta non c’erano Facebook e compagnia bella: demo tape, scambi e concerti o negozi a tema, e si faceva promozione cosi. Anche la ricerca di un’etichetta avveniva con spedizioni fisiche di cdr o musicasette, con la speranza di essere ascoltati. Quindi in sostanza come apripista optammo per fare sta tape. Qualche copia c’è ancora…
Ycio (Batterista) – Credo fosse addirittura il nostro primo live come Vomit The Soul, quindi super inesperti!

Perché poi passarono ben tre anni prima di un altro EP? Ritengo Human Insanity incredibilmente competitivo. Cosa ne pensavano i VTS del 2003 e cosa ne pensano oggi? Max – Beh quando si è giovani ed inesperti, nonostante la voglia di spaccare, fare e disfare, la realtà ti deve far capire i limiti e fin dove puoi arrivare, intendo tecnicamente, quindi ci siamo presi il tempo naturale per trovare un inizio di identità e per comporre osando al massimo le nostre risorse. La cosa è stata figa perché per la prima volta ci siamo cimentati in uno studio professionale con produttore professionale, altamente elettrizzante, considerando che è stato registrato in presa diretta (segreto svelato). Nonostante suoni un po’ datati per i miei gusti attuali, lo ritengo valido.
Ycio – Human Insanity era stato registrato nel 2002, poi il bassista originario ha lasciato la band e abbiamo deciso di stamparlo con l’arrivo di Andrea al basso nel 2003. Come per Max, nel 2003 era una strafigata, oggi diciamo un buon demo per un gruppo agli esordi!

Chi è Zdzistan Beksinski, cui il dischetto è dedicato? Max – Ycio rispondi tu per favore? Sono impreparato ahahhahah
Ycio – in pratica la grafica di Human Insanity prende spunto da alcune opere di questo artista polacco: cercate in internet, ha fatto delle opere veramente fighe!

È cambiato il modo di essere una band di metal estremo dai primi Duemila a oggi, passando per gli anni in cui vi scioglieste? Max – Qualcosa è cambiato, non so se in bene o in male, ma come per ogni cosa si prosegue coi cambiamenti legati al passo coi tempi. La fortuna è che essendo di nicchia, il genere estremo attira in maniera coerente e abbastanza costante i propri fan. Bene o male sempre sicuri e consapevoli di cosa vanno a cercare da una band piuttosto che da un’altra. Poi ci sono periodi più rosei alternati ad altri meno coloriti… Si può intortare il discorso delle frange e dei sottogeneri, ognuno schierandosi, ahimè, segue un vero e proprio trend, ma su sta cosa lascio perdere se no finisco per fare un soliloquio di 10 ore e non fotte un cazzo a nessuno… Ognuno faccia quello che si sente, basta che rispetti ciò che fa, quello per cui lo fa e soprattutto gli altri. Senza etichette ,stereotipi o menate da poser del cazzo!

Il rapporto con gli ascoltatori invece? Per esempio, anche voi all’epoca, come tanti, lasciavate numeri di telefono e indirizzi sui vostri dischi. Max – Beh una volta si faceva così, proprio perché erano altri tempi e non essendoci cellulari, social e quant altro, era l’unica via per dare un riferimento a chi acquistasse un prodotto musicale.

Avete usato diverse volte il formato demo, pubblicando pezzi che poi sarebbero usciti nei vostri dischi lunghi. In che termini sono poi stati modificati e aggiustati nella loro versione definitiva? È una domanda a cui potete rispondere anche perculandomi, perché non si trova alcuna demo online e non ho potuto fare confronti. Max – le demo avevano/hanno la funzione di promuovere un lavoro nuovo per temporeggiare facendo ascoltare a chi sono destinate roba nuova, quindi per promuovere materiale in work in progress utile per far capire che in pentola sta bollendo roba nuova, o semplicemente per avere fisicamente qualche traccia da smazzare ad amici o etichette. Ovviamente sono sempre state versioni grezze, sia come produzione che strutturalmente. Servivano anche a noi per capire i punti di forza dei brani stessi per poi in fase finale ed ufficiale di arrangiamento e registrazione,tirare fuori il meglio da ogni singolo brano.

Come siete arrivati a Comatose Music? Tutto merito di Human Insanity? Max – Vai Ycio tutta tua questa!!!!! ❤
Ycio – Solo in parte. Con Steve Green, proprietario della Comatose Music, abbiamo scambiato Human Insanity con alcune sue produzioni, così ha iniziato a conoscere la band. Poi abbiamo registrato a casa Cuntless (uno dei demo di cui parlavi prima) con 3 brani che poi sono stati registrati su Portraits… E ci ha fatto una proposta per stampare il nostro primo full!

In Portraits of Inhuman Abominations c’è un pezzo bellissimo chiamato Genuine Female Submission. Non vi hanno mai accusato di essere degli spregevoli sessisti? O forse non era ancora un’altra epoca? Max – No, no, assolutamente… era il periodo di boom in cui nel genere praticamente non si parlava di altro, ma al di la di ciò era ben chiaro che si volesse esprimere unicamente il concetto di brutalità senza alcun fine o messaggio subliminale.

Perché da Comatose poi passaste a Unique Leader? Col senno di poi è stata una scelta positiva o è stato un passo verso lo scioglimento? Max – Onestamente, senza fare classifiche o gerarchie, anche perché io/noi ci collaboriamo con Comatose tutt’ora alla grande e non sputerò mai nel piatto dove mangio (con gusto oltretutto ehehehe), direi che si è fatto all’epoca un salto di qualità, in quanto Comatose era agli albori e Unique Leader aveva già partorito dischi che ancora oggi dettano legge (Deeds of flesh, Gorgasm, Disavowed, Pyemia, ecc…), giusto per citarne alcuni. Logicamente annusando un’opportunità tale, non abbiamo esitato troppo. Per quanto riguarda lo scioglimento, non ci sono alcune ragioni contrattutali o di etichette, è stata una decisione presa e ponderata assieme, legata per lo più a problemi vari dei singoli in quel momento.
Ycio – Diciamo che sono proprio due etichette a due livelli differenti, Comatose anche se ingrandita è piuttosto underground, mentre Unique Leader rimanendo sempre su genere estremo si avvicina un po’ di più al livello delle major… molta più visibilità, insomma.

Arriviamo al 2009 con Apostles of Inexpression e una produzione nuova di pacca (16th Cellar Studios). Cosa vi aspettavate da quel disco? Ne siete ancora orgogliosi? Max – Potrei parlare per giorni, ma riassumo dicendo che all’epoca volevamo fare un bel disco professionale senza pretese, ma considerando che ancora oggi viene ascoltato e rispettato parecchio, direi che siamo andati oltre le aspettative. Considera che mi sono tatuato la copertina sul braccio… penso valga come risposta all’ultima domanda eheheheh Comunque sì, come potremmo non esserne orgogliosi!
Ycio – Abbiamo cercato di fare il massimo che potevamo ed è venuta fuori una roba eccellente, sono stracontento ed orgoglioso ancora oggi.

Quando avete iniziato a pensare di dover mettere un punto ai Vomit The Soul? È stato un lungo processo interiore o non avete per nulla rimuginato sulla vicenda? Ycio – Ma guarda, molto brevemente: in quel momento avevamo obbiettivi diversi e quindi per non rovinare il buon nome che ci siamo costruiti in 10 anni abbiamo deciso di chiudere all’apice (secondo noi).

Eppure credo che le recensioni fossero tutte molto positive all’epoca… a proposito, meglio una recensione esaltata che brutalizza la grammatica e la sintassi o un parere più freddo, analitico e esposto impeccabilmente? Ycio – Meglio brutalizzare la grammatica.

Ycio, tu e Andrea, il bassista, siete i boss di Permeated Records, che oramai ha quasi quindici anni di vita. Ecco, perché i dischi VTS non sono usciti per la vostra etichetta? Come sta andando ultimamente? Ycio – Io e Andrea abbiamo creato la Permeated Records e l’abbiamo portata avanti fino ad alcuni anni fa, quando abbiamo deciso di cederla, ora è gestita da un nostro amico di Bolzano, Stefan Meraner. Da qualche tempo io ho messo su una distro che magari diventerà una label, se volete dare un occhio è qui www.lethalscissor.com Non abbiamo mai fatto uscire i Vomit The Soul per la nostra etichetta perché altre molto buone ci hanno fatto buone proposte, e direi che hanno lavorato bene visto che ci stai intervistando dopo quasi 10 anni di inattività.

Lo scorso anno avete messo a nuovo Portraits…: raccontatemi come vi siete in parte riaffacciati sul mercato discografico e se questo fatto può essere preludio a nuove creazioni dei Vomit The Soul. Ycio – Sì, è stato bello riscoprire questo disco, siccome è stato rimasterizzato ci è capitato di riascoltarlo più volte per fare dei paragoni. Ha dei pezzi favolosi secondo me, peccato che la produzione non sia ai livelli di Apostles… Troverete inoltre in questa nuova versione il demo Human Insanity come bonus tracks. Abbiamo inoltre stampato delle maglie con la nuova grafica, se siete interessati ecco qua il nostro Bandcamp. No, per ora niente reunion, a meno che troviate i soldi per mantenere tutti e tre senza lavorare, allora potremmo pensarci ehehe

Le reunion, purtroppo, spesso falliscono. Voi che pensate di gruppi tornati insieme dopo tanti anni? Quali a vostro avviso sono reunion virtuose e quali degli zombie imbarazzanti? Ycio – Non sono contrario alle reunion, anche se personalmente come fan non mi attirano molto… ma parlo per me! Mi è piaciuto il ritorno dei Vomit Remnants, anche se sul nuovo disco, per quanto sia fatto molto bene, sono diventati parecchio diversi da come li avevamo lasciati… tanto di cappello comunque.

Cosa vi manca dell’essere in attività come VTS? È possibile tenere in piedi un gruppo senza scendere a compromessi musicali e relazionali? Max – La collaborazione quotidiana, le prove e i live mi mancano. Per il resto basta mantenere una linea concreta e coerente con se stessi in stesura dei brani e senza scendere a compromessi. Il segreto è fare ciò che piace, visto che non ci si campa di sta merda. I compromessi non vengono neanche considerati.
Ycio – Mi manca il fatto di collaborare insieme, sparare cazzate e avere un progetto che� poi è anche capito ed esaltato dalla gente, oltre ai live fuori dall’Italia che davano parecchia soddisfazione.

Ecco, i live com’erano? Ho letto in giro che avete fatto anche tanti festival. Mischiavate brani vecchi e nuovi o suonavate di filato il disco più recente? Avete avuto più inculature/tentativi di incularvi qui in Italia o anche all’estero, dove tuttavia il death metal è percepito in modo decisamente migliore? Max – Direi che all’estero ci siamo fatti le ossa con i nostri migliori concerti. In Italia le date sono sempre risultate un pelo più undeground, anche come location e trattamento, ma non possiamo lamentarci nonostante tutto. Le scalette mischiavano i brani tra le varie release, a parte nel periodo dei tour di Apostles…, in cui praticamente facevamo tutto il disco, ma non in ordine fedele alla track list.

Quale vostra esperienza può essere considerata come una continuazione dei VTS? Forse i Precognitive Holocaust Annotations, visto che due di voi ne fanno parte. Max – Certamente!!! È stata una figata lavorare assieme ed riassaporare i bei momenti…
Ycio – Penso che ogni band abbia la sua personalità, però nei vari gruppi di Max e anche nei PHA potrete sentire la scia dei VTS.

A proposito di progetti ulteriori. Ycio, non sei geloso delle tante proficue band di Max, come Pit of Toxic Slime e Xenomorphic Contamination con Davide Billia, oltre che i Posthuman Abomination? Ycio – No, sono solo contento, sempre roba nuova da ascoltare ehehe!

Avreste mai immaginato che Simone Bianchi, autore dell’intro di Human Insanity, sarebbe poi ritornato come bassista nei Precognitive Holocaust Annotations, una decina d’anni dopo? Ycio – No, non so come ho fatto a convincerlo in effetti ahaha

Il death metal italiano sta vivendo un periodo incredibilmente florido, decine e decine di dischi molto belli ogni anno, ma con un ritorno all’old school molto marcato. Come vivete questo trend? Un po’ si intuisce la risposta già dal freschissimo nuovo full dei Posthuman Abomination. Ycio – Non seguo molto il trend del momento, ma ti posso dire che i Posthuman Abomination hanno fatto un grande lavoro, old school musicalmente, ma visto in chiave molto moderna!

Secondo voi è giusto intervistare un gruppo che non fa più dischi nuovi da quasi dieci anni? Per farmi perdonare dai giovani musicisti che leggono il blog, indicatemi il futuro del death metal italiano. Ycio – No, secondo me hai toppato, però ormai è tardi haha! Il futuro non lo so, per il presente ti posso dire: Indecent Excision, dei brothers Hannes & Bazza.

Sapevate di avere una pagina Wikipedia in tedesco e in finlandese? Cosa ne pensate? Ve la meritate? Ycio – Non lo sapevo, andrò a guardare e no… assolutamente non ce la meritiamo ahaha!

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