Gli Acephalix non ci stanno: tanti saluti ai Pestilence e al Presidente Trump

La situazione è questa. Un gran bel gruppo in ascesa -per quanto possa essere possibile una scalata nel death metal- decide di non tener fede agli impegni presi, di perdere una vetrina accanto a un esponente storico del genere, di rischiare conseguenze legali e di mettersi contro un bel po’ di americani.

Perché? “Views are irreconcilable” scrivono gli Acephalix, freschi dell’ottimo Decreation. Poi postano un articolo di Metalsucks su alcune esternazioni politiche di Patrick Mameli (al secolo Patrizio Marco Giovanni Mameli), leader dei Pestilence, che a loro proprio non sono andate giù. Hanno fatto bene o hanno fatto male? Per rispondere a questa domanda da un punto di vista materialistico ne faccio un’altra: conta di più consolidare i fan già acquisiti o averne di nuovi? Se per voi è da scegliere la prima alternativa, stando ai commenti la fanbase ha approvato in toto la decisione, gli Acephalix hanno fatto una scelta giustissima. Qualcosa che va oltre la musica.

Si sono dimostrati coerenti con gli ideali di coloro che li seguono da anni. Un’apertura a un gruppo più famoso può essere molto utile, in casi eccezionali anche decisiva per la propria carriera, ma non dimentichiamoci che il metal, a certi livelli umani (che non vuol dire bassi, così come ci sono soggetti disumani a livelli infimi di notorietà) è anche e soprattutto una questione di principio. E in quanto tale va a contaminarsi di connotati etici, morali, politici che è inutile far finta di non vedere, a meno che non si vuol vivere il metal in un modo totalmente asettico o con sola attitudine funny.

I Pestilence (Mameli in primis) hanno tutto il diritto di essere schierati con Trump e esprimere le più svariate posizioni riguardo alla geopolitica odierna, è un loro diritto rispondere senza peli sulla lingua ai loro fan. Degli Acephalix si saranno già dimenticati, un rimpiazzo si trova sempre e un caro abbraccio alla dissidenza. The show must go on, benissimo così. Io stesso vedrò i Pestilence tra meno di un mese, all’Agglutination, e non proverei rabbia o sconforto se sapessi che uno dei gruppi di spalla non vuole più suonare con loro. Ognuno è padrone del proprio destino ed ha una vita pubblica di cui è responsabile.

Quanto fa bene però che qualcuno ogni tanto si impunti su questioni che fanno riflettere, che rimane con la schiena dritta e rimane se stesso a costo di rimetterci opportunità di sviluppo per il proprio progetto di vita musicale. “Suonate, prendetevi i soldi e zitti” non è un opzione contemplata: bravi Acephalix! Non sono entrato nel merito della discussione su Trump e le sue scelte, è qualcosa che attiene alla libertà dell’individuo e viene prima di ogni scelta di contenuto.

Che gli Acephalix siano d’esempio per chi crede ancora in qualcosa. E non intendo certo il mondo squallido fatto di bro/sister, horns up, stay metal e Avenged Sevenfold merda. [F]

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