Pest Productions: metallo bislacco e qualche meraviglia recente

Pest Prod logo

Benvenuti alla terza parte del nostro viaggio dentro Pest Productions, etichetta validissima e piena zeppa di gruppi straordinari. Dopo aver parlato un po’ delle basi, di quello che probabilmente già sapevate delle pietre miliari su cui si è fondata questa creatura, con metodo e disciplina, dal lontano 2006, vi segnalo ancora qualche altro disco. Prima un paio di cose bizzarre, poi le uscite più recenti, tutte di altissima qualità.

Quando si parla di black metal, bisogna sempre stare molto attenti all’Islanda, che zitta zitta (ma anche no) riesce a piazzare dei colpacci in situazioni del tutto inaspettate, come ad esempio un post su un blog che ha ad oggetto un’etichetta cinese. Insomma anche Pest ha avuto la sua cricca da quella che è una delle isole più belle del pianeta. I Dysthymia sono oramai sciolti, ma nel lontano 2008 hanno saputo dare un contributo di valore al black metal mentalmente più deviato e devastato. The Shivering Opus è il livello che probabilmente No Point In Living vorrebbe raggiungere, nel solco tracciato dai primi Shining e Forgotten Tomb, ma con un tocco di personalità dato da una precisa base orchestrale e sinfonica, sempre più evidente mentre le tracce si susseguono. Ma d’altronde, un gruppo che fa della distimia il suo nome, come può mai essere se non profondamente depressivo? Come già vi scrivevo in un’altra occasione, nei dintorni di Reykjavík sono pochi e operosissimi, per cui in seguito sta gente che faceva parte dei Dysthymia è andata a suonare altrove e a creare dischi complessi, oscuri e bellissimi. C’è un intreccio di band e componenti tale che vi dico solo che c’è una sorta di continuità tra l’esperienza appena citata e gli 0 (da qualche parte indicati come ). Sì, è uno zero e il loro unico, fantastico disco si chiama Null & Void (2014). In senso lato sono tutti sinonimi. Vi dico solo che alla chitarra c’è D.G., colui che poco dopo sarebbe andato a fare la storia del metallo islandese con Misþyrming e Naðra, ma anche con altri straordinari soggetti all’interno di Skáphe e Martröð. Il contesto è questo: un’unica traccia asfissiante e elefantiaca di trentaquattro minuti, in cui quello fatto dai Carpe Noctem l’anno prima è migliorato e reso ancor più personale. È difficile parlare di generi musicali, qualcuno lo definirebbe post black, altri black/doom, io non ho la forza di farlo, davvero: è un album che merita religioso silenzio.

Continuo con un gruppo dal nome impronunciabile. Sempre nel 2014 la Pest Productions ha avuto il merito di pubblicare in formato cd la prima demo dei ██████. Sono dei ragazzi cechi che hanno risolto il dilemma sul nome chiamandosi nic (ossia nulla nella loro lingua madre) sui siti che non permettevano l’inserimento di questa striscia nera. Anche per Facebook sono nic. Ovviamente ve li consiglio, sono vicini allo screamo/hc e al post black metal e la loro (poca) musica ha una lunga autonomia. Non vanno molto per il sottile, vi avverto. Tuttavia mi rendo conto che se foste stati delicati d’orecchie non mi avreste seguito fino a questo punto.

Ora vorrei tanto continuare ad accompagnarvi lungo gli ultimi passi del nostro percorso, ma come si suol dire? Ho finito le parole e siamo arrivati al momento in cui vi segnalo i dischi più interessanti usciti di recente per Pest Productions. 明日の叙景 (ossia Asunojokei) ha pubblicato da pochi mesi Awakening. La band è giapponese e il fatto che sia all’esordio mi fa venire i brividi perché riesce a mischiare tantissimi generi senza perdersi mai.

De La Nostalgie è un duo venezuelano che fa un intensissimo e tormentato atmospheric black e il suo primo disco si chiama A Wonderful Place: ci sono tante tastiere ma non pensate sia qualcosa di impalpabile come Eldamar.

Passiamo a qualcosa di più leggerino con i Trautonist, alla seconda prova e con diverse aspettative non mantenute… ma solo se consideriamo il lato metallico della questione. Ember non sarà più roba per palati d’acciaio, essendosi accentuato e ingentilito il profilo melodico, ma brucia ancora di una fiamma viva e si rivela comunque un ascolto ben superiore alla media, sia per modalità di esecuzione che per emozioni comunicate.

Vi lascio -e stavolta per davvero- con uno split tra quattro one man band che si dilettano col post black metal e che funge da sigla di chiusura perfetta, strappalacrime, un commiato memorabile per l’ultimo articoletto dedicato a Pest Productions. Cito i protagonisti, meritano tantissimo e sono felice di averli scovati ora, quando sono all’inizio della loro carriera: Marunata, Dreamshift, A Light In The Dark, Ghâsh, col loro Colours of The Mind. Poi non dite che non vi avevo avvertito!!! [F]

Un pensiero su “Pest Productions: metallo bislacco e qualche meraviglia recente

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...