Intervista ai Malauriu (black metal, Italia)

È successo un fatto che mi ha reso felice per vari motivi. Ho ascoltato in anteprima il nuovo, inatteso EP dei Malauriu e mi è piaciuto. Anzi, mi è piaciuto tanto da spingermi a intervistare Asmodeus, il boss di quella band siciliana. Ne leggerete più in basso. Ma più di tutto mi sono sentito bene perché sono stato contattato nonostante non sia stato affatto tenero nella recensione al loro ultimo lavoro. Personcine piccoline mi hanno cancellato dai contatti Facebook per molto meno, lo sapete meglio di me come funziona con certi musicisti pompati. Ebbene, i Malauriu nelle parole qui in basso dimostrano di essere dei ragazzi seri e di saper usare l’ironia e l’autoironia. Nel black metal non è affatto scontato. [F]

Se uno non conosce i Malauriu, la prima cosa che lo colpisce è la copertina. Dall’alto della mia ignoranza sul simbolismo esoterico, che significato ha? Avete interrotto il ciclo viola composto dallo split con gli Heretical e da Semper Ad Mortem Cogitantes. Stavolta è rossa ed è abbastanza enigmatica. Le illustrazioni delle nostre copertine rappresentano religione, guerra e morte. In genere racchiudono i contenuti del disco e creano una certa visione nella mente dell’ascoltatore ,o almeno lo spero. Forse è scontato? Ripetitivo? Potete ascoltare altro allora, magari Frank Zappa! Lui sì che ha belle copertine.

Se uno già conosce i Malauriu e legge il titolo, capisce che il solco tracciato è seguito anche stavolta. Presagi di morte, Media Vita in Morte Sumus, Iam Mors Regnat, Semper ad Mortem Cogitantes e ora il semplicissimo Morte. Non è molto difficile capire la protagonista della vostra musica. Come definiresti questa circostanza? Amore, ossessione, interesse trascendente o cos’altro? La morte è una costante nella nostra vita, io personalmente sono affascinato dalla morte o forse un po’ ossessionato citando il penultimo lavoro.

Balza subito all’orecchio il modo diverso in cui hai trattato l’atmosfera dei tuoi album. Presagi di Morte iniziava con una chitarra distorta arpeggiata, ma nelle ultime uscite le cose si sono fatte molto più disturbanti. In generale hai nobilitato questi momenti atmosferici e di preparazione alle canzoni vere e proprie. Per esempio, un Valzer Macabro o Sentieri di Morte le senti ancora tue oggi? Ben altre sensazioni provocano Initiatio oppure Abbrucia Sulu o anche le nuove Ad Insidia Diaboli e Cornucopioides. Sono brani che sento miei ancora oggi e li reputo importanti per immergersi al meglio nelle atmosfere e creare un certo immaginario durante l’ascolto. Nei primi lavori mi sono dedicato personalmente alle composizioni di queste parti, oggi se ne occupa Felis Catus che reputo un maestro in materia.

Balza subito all’occhio (ma anche all’orecchio) una formazione rivoluzionata. In pochi mesi è successo di tutto: nel disco ha suonato Frozen, ma ora è andato via, mentre Felis Catus sembra integrato totalmente nella band, e infine nuovo bassista (S.T.) e nuovo cantante (A. Venor). Che cosa ha portato a tutto ciò? Essendo tu il boss, come vivi questi cambiamenti di compagni di viaggio? Creare un nucleo stabile di musicisti non è facile. Fino ad un anno fa ero più aperto a varie collaborazioni e a lavorare anche a distanza con vari musicisti. Oggi, invece, mi risulta difficile e lo trovo poco stimolante. Comporre nuovo materiale in saletta e ritrovarmi in studio con i musicisti mi dà molti più stimoli, avevo pensato anche di chiudere il progetto e non fare mai un live. Adesso, invece, stiamo valutando un batterista per portare live questo EP ed un futuro full length. Abbiamo stravolto, giusto un po’, i nostri piani.

Quanto ha influito Felis Catus nelle vicende dei Malauriu? Che tipo di personalità ha? Ho scoperto da poco il suo Megapophasis ed mi ha colpito molto. È un caso che anche quello sia un disco il cui colore principale è il viola? Sono in contatto con Felis Catus ormai da 8 anni. Dal 2016 stiamo collaborando parecchio tra split, synth, campionature e tanti altri progetti che arriveranno nel tempo. Felis è un personaggio estremamente umile e un fuoriclasse musicalmente, le sue atmosfere sono uniche e inconfondibili. Il suo contributo ormai è indispensabile per le nostre produzioni. Su ogni campo musicale ha idee e composizioni che non sono mai scontante. Condividiamo molte passioni anche al di fuori della musica, come le pellicole horror retrò. Megapophasis è un lavoro davvero interessante, il colore viola è puramente casuale e non ricollegabile a Malauriu. Credo che i nostri ascolti doom, dai Black Sabbath a Paul Chain hanno influito molto per la scelta di questo colore.

Apro un capitolo sul vecchio cantante, Antonio Pasquini. Fino a pochi mesi fa non sapevo fosse bersaglio di una intensa campagna di sbeffeggio su Facebook. Come ti spieghi questa cosa? Ti ha dato fastidio dover vedere certi attacchi (giustificati o meno) a un componente della “famiglia” Malauriu?
Purtroppo i social sono un mezzo utile ma allo stesso tempo molto pericoloso, un’arma a doppio taglio. Sicuramente non mi ha fatto piacere leggere certe cose riguardo ad una persona che ha collaborato con me. Preferisco non approfondire il discorso su queste faccende, le polemiche da social mi annoiano molto ormai.

Morte esce a meno di un anno da Semper Ad Mortem Cogitantes. Hai constatato i feedback relativi a quest’ultimo lavoro? Credi sia stato compreso? Io stesso, riascoltandolo oggi dopo qualche mese ammetto che mi stanno piacendo sempre di più quelle atmosfere decadenti e decadute. Non è che Morte, così vicino temporalmente a Semper…, è un tentativo di andare oltre, di sovrascrivere quell’esperienza? I feedback che ho riscontrato sono buoni, la War Kommand Records ha distribuito il disco in modo davvero professionale. Cercavo da tempo una label che potesse spingere un mio disco anche fuori dall’Italia. La comprensione di questo lavoro non mi sembra molto difficile. Morte è un EP che rispecchia molto i miei ascolti e quello che volevo dal debut, ma che non sono riuscito ad ottenere. Ogni lavoro deve essere un tentativo per andare oltre, altrimenti non ha senso continuare a fare nuove produzioni.

Effettivamente Morte è molto diverso. Meno italico e più incisivo, violento e coi suoni più grossi. Non me l’aspettavo affatto, così come non mi aspettavo il cupo Semper…, insomma siete cambiati un’altra volta. Dove si può trovare nel nuovo EP la vostra essenza mediterranea? È ancora lì o stavolta è stata sacrificata in favore d’altro? Sicuramente è stata accantonata un po’ per questo lavoro. Difficilmente lavoriamo con precise scelte stilistiche per quanto riguarda il sound e le composizioni… Senza dubbio le influenze, dalla scena norvegese a quella italiana o siciliana, sono costanti e inevitabili visto che siamo cresciuti con questi dischi. L’essenza mediterranea in questo momento è sepolta in qualche cimitero, magari un giorno andremo a riesumarla.

“La Masked Dead Records resuscita Presagi Di Morte, storico EP dei Malauriu, lavoro che nel 2014 sancì l’esordio della band. Uno dei progetti di black metal provenienti dalla Sicilia più noti in senso assoluto”. Così la vostra (ex?) etichetta presentava la ristampa del vostro EP. Come vi sentite rileggendo queste affermazioni? Può un disco di quattro anni fa essere definito storico? Definire storico un dischetto di 4 anni fa è sicurament esagerato. Sono molto autocritico nei confronti dei miei lavori. C’è chi definisce quel lavoro “un capolavoro”. Io lo reputo semplicemente un debut pieno di tante pecche e ingenuità, ma fa parte del nostro percorso. Si trattava di un nucleo di musicisti con meno esperienze in campo. Solitamente archivio qualche giorno dopo la data di release i miei lavori e difficilmente torno ad ascoltarli.

Azmeroth Szandor degli Heretical vi ha fatto copertina e logo degli ultimi due lavori. La vostra sembra una relazione molto proficua, considerando anche lo split. Cosa ti trasmette questa collaborazione? Azmeroth è un caro amico e grande musicista, mi ha dato sempre ottimi input. Ritengo gli Heretical tra i gruppi più importanti della scena siciliana. Da fan ritrovarsi a collaborare con loro e tra le tante cose su una release in vinile non è da poco. Lui è anche un ottimo grafico, mi aiuta a confezionare i dischi sempre nella maniera migliore. La veste grafica è un punto molto importante per me, negli ultimi anni abbiamo curato sempre con attenzione ogni dettaglio.

I Malauriu hanno sempre cambiato pelle. Non temi di disorientare chisi è affezionato a voi in un particolare periodo? Come ti poni rispetto agli ascoltatori della vostra musica? Ovviamente avete bisogno di loro, ma Malauriu come si prende cura di loro? Soprattutto in futuro: oramai credo possa succedervi qualsiasi cosa. Nel bene o nel male si è creato uno zoccolo duro di persone che seguono ogni release, indifferentemente dal formato, lineup o scelta stilistica. Ad oggi, non abbiamo mantenuto nessuna direzione o cercato degli obiettivi. Ci siamo limitati a vomitare quello che sentivamo in quel momento. Forse le cose cambieranno con quest’ultimo EP, che personalmente ritengo l’incarnazione che ci rispecchia di più. Il futuro è sempre incerto e può accadere la qualunque, magari diventa un progetto ambient, noise o punk!

Per la cronaca, Morte è composto da tre brani più intro e outro ed esce a brevissimo per Southern Hell Records. Qui potete ascoltare il primo estratto.

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