Avslut – Deceptis (Osmose Productions, 2018)

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Datemi la mano. Toccate. Non li sentite i colpi del cuore? Ogni volta è la stessa storia: se per caso seguo qualcuno su Youtube o Bandcamp e dopo qualche tempo me lo ritrovo su etichetta più o meno prestigiosa, allora mi emoziono. Per gli Avslut, lo ammetto, è stato terribilmente facile.

Vanskapt era di una maturità spaventosa per essere un primo EP e quel tenero germoglio meritava di essere coltivato. E infatti Deceptis arriva è molto più attraente della spenta copertina che lo presenta. È un’eruzione di black metal alla Dark Funeral: melodico, pulito, potentissimo, abbagliante. Se il genere vi piace l’eruzione diventa erezione. Se le somiglianze invece vi danno fastidio allora vi prenderanno solo un paio di pezzi, e per farvi capire che comunque non è tutto uguale a se stesso vi indico Martyrium, dalla struttura quasi symphonic black, e la conclusiva Avslut, la mia preferita per varietà e intraprendenza. A parità di forza innovativa (zero), Deceptis è un po’ più frizzante di tanti dischi pubblicati da gruppi ben più affermati. In ogni caso, se mai mi leggerà qualcuno dei musicisti di questo gruppo lanciatissimo, ecco la mia preghierina conclusiva: non vorrei che si replicassero all’infinito.

[F]

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