Rites Of Thy Degringolade – The Blade Philosophical (Nuclear War Now! Productions, 2018)

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Il blog è agli sgoccioli. Non sento più l’urgenza di scrivere nulla. I miei ultimi post saranno molto poco ispirati e me ne scuso con voi che li leggerete. Non potevo fermarmi prima di avervi segnalato che Paul Kressmann era tornato. Uno dei musicisti canadesi più importanti per il black metal che va tanto oggi. Pensate che non si trova nulla in italiano sul web riguardo ai suoi Sacramentary Abolishment, gruppo seminale che ha pubblicato due capolavori nella metà degli anni Novanta, prima di cambiare nome e diventare Axis of Advance. Assieme a lui, all’epoca, c’era un altro glorioso soggetto come Chris Ross dei Revenge. Capite la portata storica?

Ebbene, un ulteriore progetto essenziale di Kressmann è di nuovo tra noi. Sono i Rites Of Thy Degringolade, formati circa vent’anni fa, che non ci regalavano dischi in studio dal 2005. Anche se noi abitanti dello stivale non li abbiamo mai calcolati, lo split coi Portal e An Ode To Sin sono dei lavori spettacolari. Il freschissimo The Blade Philosophical non è esattamente quello che mi aspettavo. C’è uno spostamento verso l’area della dissonanza e verso qualche ritmica più squadrata, assieme ad una produzione molto più pulita e moderna. Mi sono venuti in mente i Satyricon in alcuni punti, quelli degli ultimi album, ma prendetela come un’iperbole esagerata a causa della delusione. I riff sono scarni, secchi e sottili e quando si rallenta si sente quasi un vuoto nell’etere, rasentando la freddezza esecutiva. Certi brani lunghi anche otto o dieci minuti non diradano le ombre sull’efficacia di questi nuovi Rites of Thy Degringolade, tirati a lucido, complicati e un po’ troppo chirurgici. La cosa che fa più male è che anche le canzoni che avrebbero meritato una spinta maggiore si dimostrano non all’altezza del dissacrante passato. Figuratevi che Totalities Kompletion dura due minuti e si fa fatica ad arrivare alla fine. È una scelta di campo molto netta: la violenza è filosofica, figurata, ideale. Ai vecchi fan della band restano gli Amphisbaena, evidentemente.

[F]

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