Doomortalis – Splendor​.​.​. Then Gloominess (Chaos Records, 2017)

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La vita è fatta di incontri, di alchimie apparentemente casuali che in realtà non sono nient’altro che parte di un disegno più grande di noi. Il destino ha voluto che membri di un paio di vecchi gruppi messicani, i non rilevanti A Perpetual Dying Mirror e i ben più consistenti Necroccultus, con un solo full length in carriera ciascuno, unissero la loro conoscenza -rispettivamente- del doom e del death metal per creare una nuova entità.

Era il 2010 quando nascevano i Doomortalis e solo ora, oltre sette anni dopo, si può dire che la fusione è riuscita molto bene. Splendor… Then Gloominess si descrive senza possibilità di errore sin dal titolo: un album sostanzioso e assolutamente delizioso per chiunque si sia formato con un’idea vagamente decadente del death metal, più morbosa che violenta, è un romanticismo funebre suonato con convinzione e sincerità. La via è quella tracciata dai grandi debutti Tiamat e Paradise Lost (Sumerian Cry e Lost Paradise), con la partecipazione dei Bolt Thrower -grande influenza nel cantato- per dare un po’ più di sostanza e pesantezza. Il sound è molto calibrato e perfetto per il genere, non è sporco come i primi Asphyx, né carnale come tutta la pletora di gruppi messicani. Oddio, non ne conosco tanti, direi al massimo che c’è qualcosa degli Infestation e dei Cenotaph, ma in parti minime. Tutto gronda passione e si arriva alla fine dell’ascolto sempre con la voglia di ricominciare. Anche per i cadaveri l’appetito vien mangiando!
[F]

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