Funeral Winds – Sinister Creed (Avantgarde Music, 2018)

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Non ci vuole un esperto per dirvi che i Funeral Winds sono tutt’altro che fondamentali, ma tuttavia è comunque un gruppo molto sottovalutato che avrebbe meritato ben altre fortune, se non dalle prime demo dei primi anni Novanta almeno dall’inarrestabile esordio Godslayer Xul, legato anche alla concezione di black metal degli anni Ottanta come quella immarcescibile di Bathory.

Un tentato omicidio da parte del fondatore Hellchrist Xul si mise di mezzo assieme al fallimento della Lethal Records. La gattabuia fu l’unico risultato ottenuto e il disco uscì tre anni solo nel 1998. Dei lavori successivi (tra dischi brevi e lunghi) ho gradito tantissimo Nexion Xul- The Cursed Bloodline, un po’ più vicino a certe cose uscite dalla Norvegia. Le influenze non cambiano nel nuovo Sinister Creed, in cui rimane solo Hellchrist in formazione, assieme a un session alla batteria. La produzione mi ricorda quella di Koude Haat del 2004, non il mio preferito della band olandese, e ascoltandolo tornano alla mente proprio i vecchi FW. Il disco ci mette un nanosecondo a ingranare e a farsi piacere, è radicato nel black metal anni Ottanta di Blood Fire Death e nei primi due capolavori estremi dei Sodom. Il fiero anacronismo si scioglie nell’acida Black Moon Over Saturn, unico momento parzialmente diverso dalla scorribanda perpetrata ai danni di chi in black metal lo intende solo arpeggiato, lento e dissonante. In generale quando vanno avanti nel tempo i Nostri suonano qualcosa a metà tra i Darkthrone dei primi anni Novanta e i Carpathian Forest. Se proprio devo trovare un difetto, è la batteria che non mi fa impazzire, ha dei pattern molto schematici e meccanici, nonostante abbia dei buoni suoni. Il ritorno dei Funeral Winds è un’operazione di recupero molto meritevole, non prevedibile alla luce della fosca e rituale copertina da cui ci si aspettava tutt’altro. Chiariamoci, a me l’ignoranza piace e nel blog ce n’è abbondante prova, è che sulle prima si resta un po’ stupiti da tale carica virulenta con tale copertina, a maggior ragione sotto l’egida di Avantgarde Music.
[F]

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