Faceless Burial – Grotesque Miscreation (Blood Harvest Records, 2017)

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Gli Internal Rot non faranno un disco lungo da oltre tre anni, dallo scabroso Mental Hygiene del 2014, ma mi va bene così se il batterista Christoph ha reso mostruoso Final Man dei Contaminated, uno dei migliori lavori death dello scorso anno, e il cantante Max si è messo a percuotere le pelli per il primo album dei Faceless Burial.

Da queste parti non può fregarmene di meno dei ben più noti The Faceless, qui si ascolta metal da arrapati e per arrapati. L’ultima volta che ho avuto a che fare con disco col nome simile è stato tragico (Druid Lord, se li conosci li eviti), per fortuna Grotesque Miscreation è di un altro livello. Certo è sempre un primo album, tutto d’impeto e con qualche brano troppo pretenzioso e deforme come The Trasfiguration, ma qui dentro c’è tanta sostanza di varia estrazione. Senza nessun impiego di tecnica particolarmente avanzata, anzi martellando come se non ci fosse un domani, si assiste a un festino infernale in cui gli Incantation sono applicati ad un rozzo e grumoso black/death sudamericano, senza contare che spesso i riff si rincorrono come in qualche oscura demo svedese degli anni Novanta. Assieme agli Anarchos e agli Obscure Burial, i colpi di fine 2017 che arricchiscono il death metal.
[F]

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