Valdur – Divine Cessation (Bloody Mountain Records)

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Avranno anche un moniker orripilante, ma il logo è figo e la sola presenza del bassista dei mitici Plutocracy mi aveva riempito di fiducia verso i Valdur. Altro nome coinvolto già noto è quello del tuttofare del progetto Sxuperion (ottimi e molto particolari), nonché batterista dei Weverin (niente di che).

La band californiana è uno dei tanti misteri del black metal americano perché a partire dall’esordio omonimo di dieci anni fa ha pubblicato solo dischi bellissimi. Li trovate tutti in free download su Bandcamp. Essenzialmente il mio è un preludio per dirvi: attenzione, non sono formaggiosi (nell’accezione americana del termine) come può sembrare! O meglio: non lo erano… I più puntigliosi faranno la distinzione tra il pre-At War With con tale Thor alla chitarra e alla voce, in cui è predominante il black metal, e il periodo successivo con l’abbandono del predetto musicista e un certo indurimento verso il death metal. Io non avevo sentito grossi stravolgimenti qualitativi, anzi ho apprezzato tutto. Stavolta però hanno fatto davvero il proverbiale passo più lungo della gamba, dimenticando pressoché definitivamente le loro origini. Divine Cessation è pastoso, inondato di growl e chitarre che definire monotone sarebbe troppo generoso. Vorrebbe essere una sorta di versione black (col blast beat) degli Incantation, ma non ci sono riff, non c’è una costruzione dei brani, non c’è affatto varietà se non nella buona canzone finale Potent Black Orb, più movimentata. Dal punto di vista della resa sonora è tutto molto cavernoso, a volte così tanto che non sempre si riesce a capire che c’è un rullante in dotazione al batterista. Ma non è questo il punto, perché non è la produzione a rendere un disco bello o brutto, e non è neanche una inedita assenza di personalità a gettarmi nello sconforto. È l’insieme sconclusionato, povero e regredito che mi fa dispiacere e mi fa pensare che non ho afferrato realmente cosa i Valdur vogliono fare. Sembra più un esordio di un giovane e inesperto gruppo fissato coi Grave Miasma che il quinto full length di musicisti dall’esperienza ultradecennale.
[F]

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