Intervista agli Infernal Angels (black metal, Italia)

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Gli Infernal Angels sono un gruppo che ha messo radici solide nella scena black italiana, non avendo paura di dire quel cazzo che voleva e soprattutto di fare veramente ciò che si sentiva di fare. Ho comprato pochi giorni fa il loro ottimo split Italian Black Metal Assault con Catechon e Ad Noctem Funeriis, ho ascoltato il full length uscito lo scorso anno e mi è venuto in mente di sentire cosa avevano da dirmi. Per fortuna gli argomenti di discussione non sono mancati, non ultimo lo scioglimento dei Lilyum pochi mesi dopo l’uscita dell’ultimo disco. [F]

Toglietemi subito una curiosità. Da lucano che per questioni anagrafiche ha iniziato a seguire il metal estremo attorno al 2010 vi chiedo: gli Infernal Angels possono considerarsi ancora oggi un gruppo lucano? Sì, no o forse? Dalla vostra bio si legge che fino al 2009 eravate di base a Potenza. Da allora seguite ancora il metal lucano? I gruppi si possono contare sulle dita di una mano e forse avanza pure qualche dito. XeS (cantante): Salve e grazie per lo spazio concessoci. Le mie radici sono lucane e sono fiero di essere figlio di quella splendida terra. Gli Infernal Angels, sono nati in Basilicata e finché ci sarò io, resteranno sempre una band con radici lucane. Nel 2003 mi sono trasferito nelle Marche e per un periodo ho cercato di mantenere membri della band in Basilicata, ma poi per vari motivi, tra cui la difficoltà di dover fare 600 km ogni volta che si doveva provare, ho cercato ragazzi che fossero più vicini alla zona in cui abito da ormai 15 anni. Oggi la band ha base nelle Marche, ma al suo interno ci sono membri che provengono da fuori regione. Per quanto riguarda il metal lucano, sono in contatto con membri di alcune band e ne seguo la “scena”. Ci sono gruppi validissimi, gli Ecnephias sono una eccellenza per quanto riguarda il gothic e sono legato da sincera amicizia con Mancan. Altri nomi che mi vengono in mente sono gli storici Obscure Devotion, che nel 2017 hanno rilasciato un album ottimo [non a caso l’ho inserito nella listona di fine anno!, ndF], oppure gli Heavy Metallers Walkyrya. Fra le nuove leve seguo con interesse gli Eyelids, band che per me potrà dire la sua nell’ambito del Depressive Black Metal. Certamente rispetto alla vicina Puglia, la scena Lucana è meno numerosa, ma le band valide ci sono.

Prima di arrivare al full length avete pubblicato due demo e un EP, giusto? Che ricordi hai di quei tempi? Come ti sembravano le prospettive di diffusione della vostra musica? Avete fatto cazzate all’epoca di cui oggi ti sei pentito? XeS: Quando incidemmo la prima demo, nel 2002, i metodi di diffusione erano diversi o meglio, i social o il download non erano ancora così sviluppati. Al tempo credo che esistesse MySpace, che devo dirti la verità era davvero un’ottima vetrina per le band, molto meglio di FB. Quindi per distribuire il demo dovevi armarti di pazienza, masterizzare i cd e spedire tutto per posta, oppure anche la consegna a mano era sempre una opzione valida. Errori se ne commettono tanti, anche oggi sicuramente abbiamo commesso qualche errore, ma ogni errore, serve a crescere e maturare, quindi non mi pento di nulla di quello che gli Infernal Angels hanno fatto in questi 16 anni di attività.

Avete fatto passare almeno tre anni tra un disco e l’altro. Segno che ogni vostra uscita è studiata ai minimi dettagli? Oppure è semplicemente questione di far uscire il disco unendo tanti ritagli di tempo dalle vite private? XeS: Personalmente credo che fare un album ogni 6 mesi o un anno, non giovi alla qualità della proposta. C’è da dire anche che unire la vita privata e il lavoro alla passione e i numerosi cambi di line up hanno frenato le uscite discografiche, ma non credo che ce ne sarebbero state molte di più.

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Negli Infernal Angels sono passati decine e decine di musicisti. Che tu sappia, è un record a livello italiano? Come ti spieghi questo fatto? Avrai avuto modo di sperimentare molte facce della psiche umana e del musicista metal italiano. Ci sono persone che ti hanno fatto girare i coglioni in modo particolare? Con chi sei ancora in buoni rapporti? XeS: Ahahahahahah non so se sia un record, di certo sono passati molti musicisti nella band. La spiegazione sta nel fatto che oltre al mio trasferimento nelle Marche, non è facile trovare persone che nel tempo coltivino e accrescano la propria passione per il metal estremo. Salvo eccezioni, non si vive suonando metal estremo in Italia, quindi a volte alcuni devono fare delle scelte e se la tua attitudine non è salda, si fa subito a mollare e a dedicarsi ad altro. Unisci anche il fatto che io non sono facilissimo da sopportare (ahahaha) e da ciò si spiegano facilmente i numerosi cambi di line up. Alla fine sono in ottimi rapporti con quasi tutti gli ex membri della band, non sono uno che porta rancore, se ci sono stati dei dissapori, per me dopo poco è tutto finito.

A me Midwinter Blood piace tantissimo, ma ho letto in giro diversi pareri negativi. Che ne pensi? Cosa si aspettava la gente dopo Shining Evil Light? XeS: Cosa si aspettasse la gente dopo Shining Evil Light non lo so, ma posso dirti che a mente fredda, anche io non sono entusiasta di Midwinter Blood. Ci sono grandi pezzi, come la Title Track, che facciamo sempre dal vivo o Melody Of Pain, ma credo che fu tutto fatto con troppa fretta e un po’ troppa approssimazione negli arrangiamenti, ma soprattutto credo che il punto debole dell’album fosse la produzione, specialmente le chitarre non vengono fuori come avrebbero dovuto e il risultato, per me, è che a quel disco manca la cosiddetta “botta”.

Pestilentia è uscito fuori per SG Records, mentre Ars Goetia ha segnato un ritorno a My Kingdom Music. Non vi ha soddisfatto quel contratto con l’etichetta marchigiana? E al contrario cosa vi dà Francesco Palumbo che altrove non trovate? XeS: La SG si è sempre dimostrata una etichetta onesta e di parola, ha fatto molto per il disco. Purtroppo quest’anno ha dovuto chiudere i battenti, ma già da prima avevamo deciso di collaborare nuovamente con la My Kingdom Music. Francesco è un ottimo manager, una persona schietta, onesta e sa muoversi alla grande all’interno del mercato discografico. Siamo molto contenti che lui abbia voluto di nuovo gli Infernal Angels sotto la sua etichetta.

Oramai è passato un anno dall’uscita di Ars Goetia. Riesci a giudicarlo con oggettività? Ti sembra un buon disco? Quale affermazione su Ars Goetia ti ha reso più orgoglioso e quale ti ha atterrito? XeS: Continuo a pensare che Ars Goetia sia in assoluto il nostro miglior album. Lo reputo la summa perfetta fra Shining Evil Light, dal quale mutua le atmosfere e le melodie e Pestilentia, dal quale prende la violenza e le influenze prettamente death metal. Sinceramente non so cosa avremmo potuto cambiare dell’album, forse la struttura di alcuni brani, rendendoli meno quadrati, ma nel complesso sono ancora molto soddisfatto di Ars Goetia. Di affermazioni ne ho lette tante, ma attualmente non mi viene in mente nessuna critica sia in positivo che in negativo che mi abbia fatto inorgoglire o atterrire. Il lavoro deve per prima piacere a chi lo compone, poi di certo è motivo di orgoglio e soddisfazione se piace anche ad altri, ma non ci bado molto, rispetto tutti e ancor di più rispetto le critiche costruttive, perché da esse possiamo prendere spunto per migliorare il nostro operato.

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Sempre a proposito di Ars Goetia, puoi parlarmi della registrazione e della produzione? I suoni sono molto particolari e non ti nascondo di apprezzarli ad intermittenza. Apsychos (chitarrista): Quando abbiamo registrato Ars Goetia la line up era completamente rinnovata. Appena entrati nella band, già dalle prime prove e dai primi live, abbiamo cercato di assimilare il nuovo sound a cui gli Infernal Angels erano arrivati con Pestilentia. Per noi che siamo entrati dopo l’uscita di quell’album è stato un punto di partenza su cui abbiamo attinto per la stesura dei nuovi brani. Per cui sapevamo sin dal principio che il nuovo album doveva risultare “pesante”, a tratti “Death Metal”, o con un certo tiro se vogliamo. Quando siamo entrati in studio di registrazione abbiamo lavorato molto basandoci sul concept dell’album, abbiamo letto molto e abbiamo cercato di descrivere i tratti particolari dei diversi demoni di cui parlavamo non solo dai testi, ma anche tramite le sonorità. Ci siamo focalizzati molto sulle atmosfere e abbiamo cercato di renderle complesse sotto un certo punto di vista. Non abbiamo mai cercato di creare un album semplice all’ascolto, il nostro è stato il tentativo di creare qualcosa di coerente.

Hai raccolto a te alcuni personaggi importanti del metal italiano. Mancan degli Ecnephias, Lorenzo dei Frostmoon Eclipse e Snarl dei Black Faith. Che rapporto ti lega a loro e perché hai scelto proprio loro? XeS: Mancan, Lorenzo e Snarl sono persone che stimo e conosco da tempo, con cui ho instaurato un rapporto di amicizia che nasce parecchi anni fa. Mancan è anche un mio conterraneo, oltre che un musicista talentuoso, uno che ti dice le cose in faccia e a volte può risultare scomodo a chi magari preferisce le leccate di culo. Lorenzo lo conosco da moltissimi anni e i Frostmoon Eclipse sono fra le mie band preferite in Italia, se non in assoluto quella che preferisco in ambito black metal. Era da parecchio tempo che volevo chiedere una sua collaborazione su un nostro disco, finalmente con Ars Goetia ho avuto l’opportunità di averlo come ospite. Anche Snarl è un amico fidato che conosco da molti anni. Chiamarlo a duettare con me sul disco degli Infernal Angels è stato un attestato di stima nei suoi confronti e del suo operato con i Black Faith. Fra l’altro anche io sono apparso come guest su di un pezzo del loro ultimo disco ed è stato un piacere partecipare ad un album splendido come Nightscapes.

Qualche domanda sui tuoi ex gruppi. Perché i Boa si sono sciolti? Un loro brano è coverizzato da voi Infernal Angels nello split coi Catechon e con gli Ad Noctem Funeriis, quindi ti è rimasto più di qualcosa da quell’esperienza! XeS: I Boa si sono sciolti per alcune piccole incomprensioni. E’ stato davvero un peccato, perché credevo molto il quel progetto. Purtroppo a volte però vengono fuori delle problematiche che in quel momento sembrano insormontabili e quindi preferisci, di comune accordo, prendere altre vie. Musicalmente avevamo pubblicato un EP, davvero valido, che però non ha avuto il supporto giusto ed è rimasto inascoltato alla “massa”. Con Apsychos, il quale faceva parte anche lui dei Boa, abbiamo pensato di coverizzare Spawn, per dare un po di visibilità ad un pezzo che ritengo splendido.
Apsychos: Spawn è stata l’ultima canzone composta dai Boa, e doveva segnare l’inizio di un percorso evolutivo che purtroppo abbiamo troncato sul nascere. Sono molto legato a quella canzone, e vado fiero di averne scritto i riff. È stato quasi istintivo il volerla rispolverare dalle ceneri, ma onestamente non riesco a considerarla una mera cover. Per me rimane un omaggio ad un bellissimo ricordo che tutt’ora mi sta ancora molto a cuore, e penso sia così anche per XeS.

Perché il disco dei Byblis è così sottovalutato? Si trova in giro? XeS: Il disco dei Byblis non credo che sia sottovalutato, come per l’ep dei Boa ha avuto una promozione quasi del tutto assente. Il disco quindi è passato in sordina, ma chi lo ha ascoltato ha espresso pareri molto lusinghieri. Comunque il disco si trova ancora perché fu ristampato dalla Warhell Records, quindi contattando loro, qualcosa ancora si rimedia.

Perché hai lasciato Kosmos Reversum e i suoi Lilyum? Non ti piaceva più quel mondo? XeS: E’ stata dura dover abbandonare i Lilyum, sono molto legato a ciò che ho fatto con Kosmos Reversum, che fra parentesi è un mio grande amico anche al di fuori della vita musicale. Purtroppo ero in fase di promozione di Ars Goetia quindi mi era difficile stare dietro ai Lilyum. Inoltre ho messo su insieme ad Ulag degli Osseltion e Bestia (Infernal Angels e Acheronte), un progetto Melodic Death dal nome Deathcvlt. Il primo disco dovrebbe uscire quest’anno, a marzo registrerò le vocals. Nonostante la mia assenza Kosmos e gli altri ragazzi hanno tirato fuori un album mostruoso, che purtroppo, ho appreso oggi, sarà l’ultimo per i Lilyum, visto che Kosmos Reversum ha deciso che era il momento di mettere la parola fine sulla sua creatura. Per me è stato un onore aver partecipato allo sviluppo di 3 album e un ep.

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Ho letto qualche tempo fa un post desolante sulla vostra esperienza al Rites Of The Black Mass. Puoi raccontarmi meglio la vicenda? Anche altri gruppi sono stati trattati così? L’organizzatore ha spiegato le sue ragioni? Apsychos: La nostra esperienza a Bucarest non è stata del tutto inaspettata. Conoscevamo già da un po di tempo la fama dell’organizzatore del festival, ma abbiamo voluto comunque “rischiare”. Avrebbero dovuto provvedere al nostro alloggio come di contratto, ma appena arrivati al locale siamo stati informati che non avevamo ancora nulla di prenotato. Inizialmente ci trovarono un ostello che noi avremmo dovuto pagare per poi esser rimborsati il giorno seguente, poi ci promisero che non avremmo pagato nulla e che si sarebbe occupato l’organizzatore stesso del pagamento il mattino seguente. Ma così non fu, e lo scoprimmo due giorni dopo durante la partenza, quando la receptionist ci bloccò l’uscita e chiamò la sicurezza per non aver pagato l’alloggio. Dovemmo sborsare tutto di tasca nostra mentre l’organizzatore apparentemente incredulo ci disse prima di aver già pagato, poi di aver appena pagato ed infine ci promise di rimborsarci l’intera cifra. Ovviamente non vedemmo una lira da lui… Rimanere lì bloccati, tra minacce ed insulti, a causa della negligenza di un terzo, è stata un’esperienza assurda. Tirando le somme il festival è stata una bella esperienza, ma quando si è sotto un contratto e i termini non vengono rispettati, vengono a mancare la professionalità e la credibilità, ed esser presi per il culo non è mai bello. Non sappiamo se le altre band abbiamo avuto lo stesso trattamento, ma siamo consci di non essere stati né i primi né gli ultimi. Scrivemmo quel post proprio come monito per le band, affinché conoscessero il personaggio in questione, nella speranza che ciò non ricapiti in futuro.

Xes, consideri gli Infernal Angels come “roba tua” o al vostro interno ci sono dinamiche di un gruppo classico? XeS: Guarda, gli Infernal Angels sono di chi ha passione, di chi ha attitudine e di chi ha voglia di mettersi in gioco costantemente. Inevitabilmente sono legati alla mia figura, per via del fatto che sono l’unico membro fondatore rimasto, ma oggi gli Infernal sono una band con delle dinamiche classiche.

Sinceramente. A cuore aperto. Anzi, col cuore in mano. Perché Metal Archives vi definisce “melodic black metal”? XeS: Risposta sincera? Non lo so, credo che sia legato al fatto che nei primi due demo facessimo uso sistematico delle tastiere e avessimo anche una voce femminile. Ora leggere Melodic Black Metal di fianco al nostro nome, mi fa abbastanza sorridere. Io non mi curo delle etichette, ma a volte se uno legge Melodic Black Metal, si aspetta qualcosa di diverso dalla nostra proposta, quindi potrebbe rimanere spiazzato.

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