Tyakrah – Wintergedanken (Satanath Records) 2017

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Ah quanto mi è mancata Satanath! L’ultima scappatella con l’etichetta russa è stata per i colombiani Mouldered, astri nascenti del brutal vecchio stile, e in generale mi hanno regalato tante soddisfazioni in apertura del blog. In questo periodo sta sfornando poche uscite estreme e di mio interesse, devo ammetterlo. Ho dovuto spulciare un po’ prima di arrivare qui.

Ovviamente l’underground è quello che conta. Ovviamente i Tyakrah sono e saranno degli emeriti sconosciuti, ma solo finché non ascoltate il loro Wintergedanken. Un disco black metal che sa essere anche molto melodico e intenso. Figuratevi che inizia con un intro che mi ha ricordato addirittura i Mogwai. I due musicisti tedeschi vanno lentamente, puntano tutto sull’emotività e in verità gli strati di chitarre sono veramente molto riusciti. Sono brani abbastanza lunghi, da sei o sette minuti, ancora un po’ acerbi, suonati con molta semplicità e passione. Peccato per la batteria un po’ troppo meccanica, non tanto nei suoni, quanto nell’esecuzione, che riduce il valore incontestabile di idee che vanno a segno, un po’ come gli A Pale December, i quali però sono qualche passo più avanti. La solidità e la bontà di questo primo album deve essere un trampolino verso maggiore fiducia nei propri mezzi e coraggio nella scrittura dei brani, che non può essere solo rappresentato da bellissime chitarre soliste. Ad esempio preludio, interludio e postludio sono finissimi, si potrebbe cercare di valorizzare di più un lato intimo e atmosferico.
[F]

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