Descend Into Despair – Synaptic Veil (Loud Rage Music) 2017

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Se c’è la disperazione nel nome, state certi che uno su due è funeral doom. Attenzione ai nomi composti, perché un Crypt of… cambia tutto. Comunque i Descend into Despair non fanno eccezione, la regola dell’afflizione è seguita alla lettera.

Già mi piacevano all’epoca dell’EP del 2011, poi hanno esordito sulla lunga, anzi lunghissima distanza con un monumento di un’ora e mezza chiamato The Bearer of All Storms. Da allora si sono guadagnati meritati consensi, che sono destinati ad aumentare con Synaptic Veil. Una durata più umana accompagna un disco dalla copertina indegna, a differenza della sostanza, che è affascinante nella sua interezza,i cui suoni brillanti esaltano le composizioni mai ridondanti. I riferimenti agli Shape of Despair (che vi dicevo?) sono evidenti, in particolare alla loro immensa classe e facilità di essere splendidamente melodici. Per questo è un disco che va oltre il consesso elitario del funeral doom, può piacere indistintamente a chiunque ami la musica di un certo peso, intensa e lacrimosa. Se in futuro ci potranno essere ancora più scambi tra voce pulita e growl sarà anche meglio, ma già da ora la varietà raggiunta è ragguardevole, così come un portamento elegante nella scrittura delle canzoni. Synaptic Veil è uno degli album che possono dare un senso alla vostra solitudine.
[F]

Un pensiero su “Descend Into Despair – Synaptic Veil (Loud Rage Music) 2017

  1. […] Vi saluto con gioia (o qualcosa di ben più triste, visto che siamo in ambito doom) presentandovi l’esordio della label Funere, gestita da Jane Orpheus, al secolo Evgeniya Abramyan, ragazza armena e moglie di Aleksey Korolyov. L’inizio non è niente male: edizione russa di The Book of Kings dei Mournful Congregation e debutto di Sinister Downfall. Quest’ultimo è un progetto di Eugen Kohl, che già abbiamo imparato a conoscere negli ultimi due anni con un bel po’ di uscite a nome Donarhall (black metal strumentale e d’effetto) e soprattutto Nihilisticon e Urschmerz. Insomma, sto tizio è uno che sa come gestire certi stati d’animo pregni di afflizione. Eremozoic è solitudine allo stato puro, uno di quei dischi che rappresentano la definizione più fedele di “fardello esistenziale”. Lo chiamano funeral doom, ma credo che come grado di lentezza e disperazione non siamo ancora negli abissi più profondi. C’è tanta melodia dopotutto ed è un ascolto piacevole (sì, ok, relativamente) e sostanzioso. Non molto tempo fa un gruppo simile mi sembrarono i Descend into Despair. […]

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