Potenza cappio mundi: Eyelids + Prison of Mirrors, 2 dicembre 2017

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Se Potenza è diventata una delle città meno metal d’Italia la colpa è solo nostra. Per una sera, però, è stata all’avanguardia, quasi non sembrava una solitaria e inospitale città del meridione. I suoi rapporti con la musica rock sono sempre stati critici. Figuriamoci nel 2017, figuriamoci col metal, figuriamoci col black metal!

Potenza si è ritrovata dall’avere UN gruppo black metal serio in attività (Obscure Devotion, con i cadaveri di Warnungstraum, Damned Creation e Nefertum oramai freddi) a ospitare una serata con DUE gruppi black, per di più incappucciati durante le esibizioni. Capite bene che il salto è importante, soprattutto perché durante i set sono accorsi circa cinquanta spettatori (se ho contato male perdonatemi). Ed è un numero da grande città, un miracolo considerando i due gruppi.

Il primo, giovanissimo, suona depressive black, si chiama Eyelids e con i suoi componenti ho già chiacchierato qui. Non sembrano il ritratto della disinvoltura quando imbracciano gli strumenti, sono molto attenti. Le prime canzoni sono un po’ impacciate, nonostante il volto coperto la sicurezza non decolla. Per fortuna l’esibizione cresce di molto col tempo e pressappoco dalla metà del set in poi si respira davvero l’aria malsana che si sente sui loro dischi. Zero interazione col pubblico, e fanno bene, perché mica siamo in un villaggio turistico, anche se a prima vista si potrebbe pensare a causa delle imbarazzanti luci di scena che il locale purtroppo non riesce a disattivare. Cosa più unica che rara: non depredo il loro banchetto del merch. Ok, lo ammetto: avevo già la demo, il full length e lo split. Un adesivo me però lo cucco lo stesso, tiè.

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Coi Prison of Mirrors l’atmosfera si surriscalda. Accendono delle candele, tra l’altro. Una statuina di bafometto a fare da totem e via: si parte. Il livello di dissonanze è alto, la loro musica è più narcotica/ipnotica che mai. I suoni live sono meno sulfurei che su disco nastro, qui escono fuori più secchi, nevrotici, convulsi e allucinati. Più sale il disturbo tra il pubblico e più l’esibizione del gruppo salernitano alza l’asticella dell’alienazione. Avranno suonato in tutto quattro o cinque pezzi, ma belli lunghi, di circa dieci minuti l’uno. Questo è il loro mondo di visioni deliranti, ben supportate da un turnista alla batterista, concentratissimo sulle partiture non semplici e con diversi punti cervellotici. Avere un ottimo gruppo Signal Rex a 40km da casa, oltretutto gratis, non è un motivo estremamente valido per prendere la macchina e sfrecciare sotto la pioggia col primo dei Boston in sottofondo? In poche parole gli Eyelids mettono il cappio al collo, i Prison of Mirrors convincono a sciogliere il nodo e a vendere l’anima al diavolo.

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Peccato che al Pipistrello, il locale in cui questa combo lucano-campana facciano nel migliore dei casi circa due concerti l’anno di reale interesse, a meno che non siate degli aficionados dei party a tema e delle cover band. Spero che dopo stasera i gestori del locale abbiano riconsiderato il metal. Una serata al mese, che sarà mai? Ovviamente sta a loro farsi due conti e capire se conviene tenere la sala piena di tavoli, guadagnando sulle consumazioni, o sgomberarla in favore del palco e far divertire noi sporchi metallari, che in fin dei conti mangiamo con appetito. La focaccia con la porchetta è buonissima, perdincibacco.

[F]

2 pensieri su “Potenza cappio mundi: Eyelids + Prison of Mirrors, 2 dicembre 2017

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