Omega – Eve (Dusktone) 2017

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Da un paio di album i Forgotten Tomb hanno perso la testa. Ogni ascolto è sempre più doloroso e ogni volta penso all’altro gruppo di punta del black/doom italiano, i Deadly Carnage. Loro non hanno alcuna fretta, hanno pubblicato un disco ogni tre anni, fino ad ora, serie positiva interrotta nel 2016 da un EP moooolto diverso da quanto fatto in passato. È probabile che si faranno sentire con un po’ di ritardo rispetto al solito, ma se la giustificazione si chiama Eve è uno slittamento del tutto comprensibile. Anzi, direi auspicabile.

Immaginate che macello nelle mie/vostre orecchie se fossero usciti a brevissima distanza il successore di Manthe e l’esordio degli Omega, ossia sezione ritmica e cantante dei DC assieme a Mike Crinella degli strampalati Tha Goblvnz March. Eve propaga senza sosta la sua natura pachidermica nel tempo e nello spazio. Alimentato dal mistero del manoscritto Voynich, l’album è altrettanto criptico, non ci sono appigli o possibilità di un ascolto distratto o per sommi capi. Che vi dica dove troverete arpeggi da lacrime o vi troverete alle prese con i riff migliori è superfluo, ce ne stanno in abbondanza. Avere quattro brani da un quarto d’ora l’uno significa credere molto nelle proprie capacità di scrittura e effettivamente i Nostri sono riusciti a creare un delicato equilibrio tra paesaggi spettrali e desolati e pesantezza brulicante e ipnotica, delle mostruosità abnormi prive di contenuto umano. Non a caso la voce ha un ruolo non protagonista, è un gioco di atmosfere fosche in cui la paura per l’ignoto, per la morte, prende il sopravvento. Musicalmente siamo da qualche parte verso l’atmospheric black metal alla Ash Borer, in tanti punti profondamente trasfigurato dalla lentezza doom e dal drone. È un disco dell’altro mondo, dalla natura schiva e introversa. Essenziali gli interventi di tastiera: li sottolineo ogni volta che mi colpiscono -come in questo caso- per dimostrare a certi gruppi che andare in studio con una chitarra, un basso e un batteria programmata da Topo Gigio non equivale a produrre un bell’album. È arrivato il momento del paragone stiracchiato, quindi se volete evitarvelo saltate giù di qualche riga. Ascoltando la mole di musica e il modo in cui è sviluppata dagli Omega, mi son venuti in mente i Vassafor. Ovviamente non è tanto il genere suonato ad essere in comune, ma le doti effettive che potrebbero essere ancora più sconvolgenti con una produzione un po’ più attenta a cogliere le sfumature delle linee di chitarra. Insomma, c’è una miniera di ottima musica sotto Eve e i suoi autori, in cui Dusktone ha iniziato a scavare da poco e ci ha permesso di raccogliere le prime pepite. Omega: la fine è solo l’inizio. O almeno lo spero. Non vorrei svegliarmi domani e ricevere una mail in cui mi comunicano che si chiamano così proprio perché il primo album sarà anche l’ultimo.
[F]

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