Lusitanian Horde: tra passato e futuro del black metal portoghese

DOOM062_jacket.indd
Il Portogallo è vivo e vegeto. Abbiamo visto che molti gruppi storici ancora sono carichi di idee, ma c’è tutta una serie di assembramenti più recenti che sanno essere maligni e rimanere puri nel loro loculo underground. C’è anzi bisogno di scavare sotto il tipico “underground” per essere consapevoli di cosa c’e davvero in giro, anche se devo ammettere che i rampolli sono piazzati con etichette che sanno il fatto loro e il supporto può essere effettivo comprando la loro musica. Oddio, questi qui non sono proprio giovincelli, sono piuttosto un collante tra i grandi antichi tipo Corpus Christii, Decayed e via dicendo e gente alla primissima uscita, di cui leggerete presto.

maxresdefault (1)
Parto dal progetto più famoso assieme ai Corpus Christii. Benché non si sappia nulla di lui, come tradizione vuole, e non esistano pagine social che lo riguardano, Black Cilice è diventato un fenomeno globale che è arrivato fino al punto di avere un articolo su Vice. Ovviamente i rincitrulliti metallari dicono “ah allora è hipster, non lo ascolto più”. Che mentecatti. Dei Black Cilice bisogna comprare le due completissime raccolte di demo (Old Curses) e di split (Old Oaths), che sono tra le cose più zozze che avrete mai ascoltato. Non si capisce se c’è un cantato da qualche parte, è talmente sepolto nella distorsione che soffoco al posto suo. I tre album lunghi pubblicati dal 2012 sono già dei classici, in particolare l’ultimo e recente Banished from Time, che porta in dotazione dei suoni più caldi e relativamente più definiti. Cioè si capisce quale traccia è la voce e quale e la chitarra, ma soprattutto che oltre ai piatti ci sono anche dei tamburi alla batteria. Ci sono melodie, è impossibile negarlo. Ma anche tanta sostanza, è uno dei dischi più movimentati e pieni di idee che ho ascoltato negli ultimi tempi se rapportato al genere proposto, in cui la ripetitività è data quasi per scontato. È ben evidente anche il lato poetico del raw black metal, altrove sommerso dalla infima qualità audio. Un progetto senza tempo, altro che commerciale!


download
Ma non sarò io a farvi cambiare idea se pensate che i Black Cilice si siano venduti il culo (cosa falsissima) solo perché escono per una grande etichetta come Iron Bonehead. Per voi, anime scontente e in pena, ci sono gli Ordem Satânica. È inutile che vi ripeta che di loro sappiamo solo il moniker. Pubblicano album dal 2014. Metal Archives vi dirà che sono demo, non credeteci per la bontà e la definitività di album come Ataque Satânico e di Carrascos de humanidade. Ma è quello che hanno fatto quest’anno che li consegnerà alla storia nazionale: il magico EP In Aeterna Crudelitate e il rivoltante (in senso buono) Monte Da Lua, con produzione molto deteriorata che fa sembrare quella dell’ultimo Black Cilice una roba dei Rhapsody. Eppure sono due facce della stessa medaglia, entrambe da amare follemente. Tutto merito della piccola e ottima Signal Rex, etichetta che sta dandoci tantissime soddisfazioni. Dopo tutti questi ascolti molto radicali, mi chiedo: come fa la gente a ridurre tutto il raw black metal a due dischi dei Darkthrone? Sa cosa si perde? Orecchie mozzate che continuano a fischiare.


satanize-2
I Satanize (introvabili sui social) sono solo la sesta uscita di Larval Productions (Washington D.C.), ma visti i precedenti (su tutti i Caveman Cult) direi che sono in buone mani. Le mie aspettative erano abbastanza elevate. Il disco del 2009 e tutti gli ep/demo erano veramente pessimi e li avevo accantonati, ignorando -come tuttora ignoro- Holy Destruction Ritual. La loro rinascita per me avviene nel 2013 con l’ignorante Black Rotten Witchcraft, seguito lo scorso anno dal rimbombante Apocalyptic Impious Command, un po’ meno sgraziato, ma ancora una volta molto buono. Come svolgimento Death Mass Execution non va oltre gli album appena citati, ne è un corollario, una appendice, un allegato gustoso. Al sangue, ovviamente. Accompagnato da un artwork luciferino e in stile Moyen del thailandese Sickness 666, questo nuovissimo 7″ prosegue -udite udite- verso un’evoluzione del sound dei Satanize, e fino a sei o sette anni fa vi avrei riso in faccia se avessi sentito una cosa del genere. La produzione è più caotica, gli strumenti si incrociano vorticosamente e il lavoro di batteria non è mai stata così disinvolto. Quello che si nota di più rispetto al passato sono dei riff che preferiscono fare un passo indietro e mettersi allo stesso livello degli altri strumenti nel mix, dando prova di una professionalità che nessuno si aspetterebbe da un gruppo del genere. Purtroppo sono solo tre canzoni e la durata si assesta sui dieci minuti, ma i Satanize di oggi sono una manna dal cielo per gli amanti del black metal più esaltato e antimelodico come Morbosidad, Black Witchery e soprattutto i loro conterranei Barbaric Horde.

[F]

Continua…

8 pensieri su “Lusitanian Horde: tra passato e futuro del black metal portoghese

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...