Lusitanian Horde: i grandi antichi del black metal portoghese – Seconda parte

H22223PortugalVisscher
Si torna in Portogallo, terra di black metal sferzante e austero. Ho scoperto una terra promessa, incontaminata e poco nota ai più, etichette fiere e operose, musicisti pieni di cattiveria. Continuo con le esperienze più risalenti e che mi hanno colpito di più. Se manca qualche caposaldo le alternative sono due: 1) non mi è piaciuto, oppure molto più probabilmente 2) non lo conoscevo. La vita del metallaro è una continua scoperta.

540500_131937116975824_1260303813_n
Senza voler essere irrispettoso verso gli altri gruppi di questa rassegna, della precedente e delle prossima, nei Mons Veneris si sente molto di più Satana. Eh già. Non potrò mai dimenticare la prima volta che ascoltai Abismo a Céu Aberto, mi provocò le stesse tormentate emozioni di Rise Of The Monument degli Urgehal. Finalmente qualcosa che a tutti gli effetti riesco a definire raw. La one man band è avvolta nella nebbia, pubblica demo a raffica dal 2004 e posso dirmi fortunato di conoscerne alcune. Una prima svolta però avviene quattro anni dopo, col primo full length che cerca di superare il black metal più inoffensivo: Vicit Sathanas Pater… Eum Sequamur è tutt’oggi una cosa allucinante e spaventosa. In pratica ululati e crepitio di strumenti atroce. Sibilando com o Mestre Negro taglia la testa al toro, è ancora più folle e eccentrico, anche questo travalica il concetto di metal tra salmi, lamenti e strumenti non elettrici. Neanche il suo creatore lo definisce black metal. Sono molto più legato al diabolico The Nines Of Satanantichrist, split pauroso e introvabile assieme a un altro gruppo chiave della scena portoghese…


114781_photo
Sto parlando dei Vetala. Sono in due, ignoti e sono in giro da dieci anni. La loro specialità sono gli split con gente di spessore come Trono Além Mortem, Satanize, Decrepitude e Black Cilice, gruppi troppo speciali per dirvi anche solo una parola su di loro. Abbiate pazienza, arriverà anche il loro turno. Satanic Morbid Metal è un caposaldo del black metal più disgraziato e primitivo, che in quanto tale non si vergogna di tessere delle melodie altrettanto semplici, che stridono con tutto il resto del caos. Tratto caratteristico sono delle urla altissime e alienate. Il secondo disco lungo si intitola The Lords of Eternity ed è inascoltabile persino per me, figuratevi a che livello di degrado sono arrivati in quell’occasione. Come accennavo prima, gli split sono le loro ciliegine carbonizzate su torte di terrore e distruzione.



I Decrepitude probabilmente sono i più kult di tutti. Ho trovato a fatica le immagini da mettere qui sopra, figuratevi. Oltre a tenerci nascosta ogni cosa sul loro conto, pubblicano solo demo numerati progressivamente con numeri romani e qualche split. Oh, anche un live. In tutto ciò le canzoni sono tutte senza titolo. Ci sono cose totalmente incomprensibili, come le demo I e III e lo split coi Blacklist, su cui non si può dire nulla perché proprio non si capisce nulla. Preferisco le demo IV e V, gracchianti e con delle melodie tutte storte, proprio come la sferragliante musica che le accompagna. C’è poco da dire, il black metal è anche questo. Soprattutto questo.


maxresdefault
E il black metal è fatto anche da circoli, unioni di anime e corpi che hanno prodotto nei loro covi musica elitaria e pericolosa. Per molti è una bambinata, per altri no. In Portogallo si dice che il black circle locale sia formato da gente che gravita nei quattro gruppi precedenti (Decrepitude, Irae, Mons Veneris e Vetala), i quali un bel giorno del 2006 registrarono un album di rehearsal, intitolato Mother of All Diseases e pubblicato solo nel 2013 sotto il moniker di Rainha Cólera. È black dentro, quanto di più vicino al noise, all’orgia rumoristica che si prova in circa un’ora e mezza passata in sala prove. È improvvisazione necrotica in cui si soffre dall’inizio alla fine. Ecco, di questi manco un’immagine decente, solo uno scatto della cassetta.


64557_photo
Dopo di loro i Cripta Oculta vi sembreranno i Rush. Ancora anonimi, ancora più oscuri. Non si sa veramente nulla di loro, se non che è un duo, né si trovano interviste. Probabilmente ciò è dovuto alla loro sostanziale assenza dalle scene dal 2010, interrotta con uno split nel 2012 e una raccolta di quest’anno per Signal Rex in cui ci sono quattro inediti molto interessanti e due strumentali che presumo essere dello scorso decennio. Sin dall’inizio sono stati molto fluidi nello scrivere i loro tre album (tutti concentrati in pochissimo tempo), arrivando anche a importanti inserti folk in Sobre As Ruínas Da Batalha…Por Uma Lusitânia Triunfal e avvicinandosi a durate considerevoli delle canzoni, tra i sette e i diciotto minuti nel bellissimo Sangue do Novo Amanhecer del 2009. I Cripta Oculta avevano ancora molto da dire e non nel classico modo degli altri gruppi della loro scena.

[F]

5 pensieri su “Lusitanian Horde: i grandi antichi del black metal portoghese – Seconda parte

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...