Runespell – Unhallowed Blood Oath (Iron Bonehead Productions), 2017

Runespell-Unhallowed-Blood-Oath

Con questo nome sarà una novità, ma come tuttofare di Blood Stronghold e Eternum non sarà passato inosservato ai fissati del black metal australiano. Due buoni album coi primi, tre eccellenti con gli altri, senza contare le demo e gli EP, nonché un disco da evitare di undici anni fa coi Baal Gadrial. Lui è Nightwolf e i Runespell sono il suo progetto più recente.

Capirete che le aspettative sono abbastanza alte, considerando come il musicista è riuscito fino ad ora a tenere distinta e separata ogni creazione dall’altra, evitando di cadere nella monotonia. Già dalla demo uscita in primavera si evinceva non solo un’epicità assoluta che rimandava ai Graveland e in parte ai Nokturnal Mortuum, ma anche i suoni più puliti mai avuti in una fatica di Nightwolf. Di contro mancava l’intensità, ciò che aveva fatto grandi gli Eternum. Il nuovo Unhallowed Blood Oath la recupera parzialmente, ma non la mette di nuovo al centro del progetto. È da lì che si parte, ma non è quello l’obiettivo, a prescindere da una produzione ancora migliore, che asseconda alla perfezione le direttive del signore che vedete in copertina. Sembra che il nostro lupacchione voglia mettersi alla prova e includere nel disco tanti stili. Le prime quattro canzoni sono diverse l’una dall’altra. La traccia di apertura, perfetta nei suoi richiami folk nella melodia di tastiera nei dintorni della metà dell’ascolto, è seguita da un mid tempo troppo banale. Poi arriva un bell’interludio atmosferico, infranto in mille schegge da Heaven in Blood, numero black metal classico un po’ forzato in questo contesto. Un aspetto senz’altro positivo è la variazione dello scream che spesso diventa una modulazione bassa e rituale. Si affoga in un mare di lead guitar da battaglia imminente in qualche foresta dell’Est Europa. E questo è il limite più evidente. I fan del vecchio black metal pagano di metà anni Novanta avranno di che gioire, non ho dubbi, ma io torno ad ascoltare Akerbeltz, per rimanere su roba molto recente.
[F]

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