Drudkh / Paysage D’Hiver – Somewhere Sadness Wanders / Schnee IV – (Season of Mist), 2017

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Se non è un match importante almeno come Spasm/Gutalax poco ci manca. Due gruppi seminali del black metal europeo si incontrano e danno vita a un album che sulla carta potrebbe insidiare il magnifico episodio collaborativo di Selvans e Downfall of Nur, mentre nei fatti è “solo” un rassicurante bollettino sullo stato di salute di due gruppi che oramai non stupiscono più, ma consolidano la loro fama.

I Drudkh, assieme ai Nokturnal Mortuum, hanno forgiato un modo visceralmente personale di fare black metal e di unirlo alle radici e alla terra. Gli ultimi album (dal 2007 in poi) sono percepiti solo come belli o bellissimi perché quelli che li precedono sono indimenticabili e insuperabili, pietre di paragone troppo importanti: Forgotten Lands, Autumn Aurora, The Swan Road, Blood In Our Wells, Songs Of Grief and Solitude sono tutti diversi e allo stesso tempo imprescindibili. I due nuovi brani vanno esattamente in continuità con A Furrow Cut Short e quindi con poche o nessuna suggestione folk o di tastiere, è tutto un gioco di chitarre che funziona alla grande e Roman Saenko e soci ne escono fuori ancora in modo invidiabile. Paysage d’Hiver invece ha continuato sul solco tracciato inizialmente da Burzum, diventando un nome di riferimento del black metal più grezzo mischiato all’ambient, dando vita a lavori quasi sempre di pregio, oltremodo elitari, che a seconda della sensibilità prendevano verso il caos o la natura. Era dal 2013 che non si sentivano notizie di tale one man band, trascurata(a mio avviso ingiustamente) sin dai primi Duemila a causa dei Darkspace, gruppo che poi ha preso il sopravvento nelle priorità di Tobias Mockl. Schnee IV (ossia “neve” in tedesco) è esattamente quello che ci si aspettava, un passaggio graduale dall’autunno del gruppo precedente alla tormenta invernale: un’epopea zanzarosa e piena di neve, in cui diciannove minuti sembrano essere l’unità temporale ideale per esprimere un concetto così vasto come quello che dà il nome al progetto. Una curiosità: l’uscita probabilmente non incontra il favore della Season of Mist che nella mail promozionale in cui incensa i Drudkh conclude con un laconico “Paysage d’Hiver are on Prophecy”.
[F]

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