Intervista ai Lilyum (black metal, Italia)

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Quanto mi piacciono le persone che ti dicono le cose in faccia, che non si riescono a trattenere, che sono come le vedi/senti. Kosmos Reversum, creatore dei Lilyum, è così. Ti fa ringraziare il cielo dal momento che hai deciso di intervistarlo per la seconda volta, perché sai che avrà sempre qualcosa da dire. Non a caso ha anche una webzine. Su questa ci torno dopo. Mi preme solo sottolineare la sua grande disponibilità ad approfondire in modo crudo e sincero alcuni argomenti che altri musicisti toccherebbero solo di striscio o -peggio- fingerebbero di evitare. [F]

Altar of Fear (ne ho scritto qui) ha in copertina dei boschi in fiamme. Una immagine terribile per chi ha vissuto in diverse zone d’Italia questa estate. La scelta è precedente all’emergenza che abbiamo vissuto, giusto? Che relazione c’è tra il fuoco e il titolo del disco?
Intanto un saluto e un ringraziamento per ospitarci sulla tua webzine. Comunque l’immagine di copertina non fa riferimento assolutamente ai roghi di questa estate in Italia e in nessun’altro luogo. La copertina era già pronta ben prima di questa estate, così come il titolo. Piuttosto, il fuoco è un elemento per me affascinante. Sin da bambino mi fermavo molto tempo davanti alle fiamme di un camino e, se potevo, davo fuoco ai miei giocattoli quando me ne stufavo, ma anche a molte altre cose, per divertimento. Come si suol dire, mi piaceva scherzare col fuoco… Mi piace il fuoco, ne sono attratto e non saprei spiegare razionalmente il perché, ma credo che sia una delle cose più belle da osservare. Gli altri tre elementi li trovo a tratti noiosi, mentre il fuoco è molto pericoloso e imprevedibile, oltre ad avere una certa carica distruttiva. Questo credo rappresenti sia una parte di me che dei Lilyum. Le fiamme della copertina di Altar Of Fear rappresentano probabilmente l’istinto primordiale nel distruggere tutto quello con cui ho a che fare, per poi ricostruire e distruggere nuovamente, in un meccanismo che ha una logica perversa solo nella mia mente, ma che purtroppo a volte non riesco a controllare. E il titolo rappresenta la paura che si ha di fronte ad eventi imprevedibili, ma anche la paura che si ha nell’affrontare una esistenza incastonata in un mondo completamente in declino, che sarebbe meglio prendesse fuoco subito. Il fuoco come simbolo di ribellione ad un mondo che mi appartiene sempre meno.

Cosa è successo nella formazione dei Lilyum? C’è stata più di una mezza rivoluzione. A partire dalla batteria fisica di Frozen per arrivare alla ancor più vistosa dipartita di XeS, che probabilmente doveva pensare al suo disco con gli Infernal Angels. E come ha influito sulla genesi e sulla riuscita di Altar of Fear tutto ciò? Per esempio, la questione Frozen. Era già stabilito in partenza che ci sarebbe stato lui a suonare? Oppure si è dovuto adattare a brani già scritti? E in questo assecondare le tue idee è andato tutto secondo i piani?
Appena ho finito di comporre tutti i riff per i brani, ho inviato il tutto a Frozen e chiesto se fosse interessato a rientrare in formazione e ha subito risposto entusiasta. Non c’è stata un’altra scelta o altre candidature, lui aveva già inciso per noi, e lui era secondo me la persona adatta. Mi piace perché è un batterista solido, old school ma anche fantasioso e molto potente, che non mira a piazzare blast beat ovunque. I suoni e l’approccio di tanti batteristi “moderni” mi fanno ribrezzo, per me è solo plastica, gomma da masticare, seghe da nerd quello che fanno. Per quanto riguarda XeS, abbiamo deciso assieme che era meglio dividerci, almeno per il momento in quanto era, come dicevi tu, impegnato con gli Infernal Angels e altri progetti. Per cui ho chiamato Lord J.H. Psycho ed è rientrato anche lui. Più che di una rivoluzione, la definirei una reunion tra vecchie conoscenze… Comunque i miei pezzi sono rimasti tali e quali, non ho composto in funzione di qualcosa o qualcuno. Tutto è stato dato già abbastanza definito sia a Frozen che a Psycho, e loro hanno con la loro bravura elevato il tutto ad un livello creativo decisamente altissimo, e li ringrazio infinitamente per questo, ma d’altronde non avevo dubbi in merito!

Siete finiti presso l’ucraina Vacula Productions. Come mai? Come vi state trovando? Lavora diversamente rispetto alle altre etichette (Dusktone e Naked Lunch ad esempio) con cui avete pubblicato dischi? Per i Lilyum è sempre importante il supporto di un soggetto come una label? L’autoproduzione non funzionerebbe?
Vacula Productions è una vera label, sulle altre che hai menzionato non mi pronuncio né in bene né in male, è acqua passata, ma ringrazio comunque entrambe per aver stampato i nostri dischi. Dico solo che la Vacula non è certo una major ma ha impegno e dedizione, oltre che l’attitudine giusta per promuovere metal estremo e non solo. Andrii Molchan, il proprietario di questa label è una persona concreta e sbrigativa con la quale è molto facile farsi capire e lavorare, quindi per il momento sono super soddisfatto, anche perché il cd è stato stampato davvero bene, a livello di qualità dei materiali usati, ecc. Il cd è davvero bello da vedere e il booklet merita di essere sfogliato. Riguardo il fatto dell’autoproduzione non saprei che dirti, certo che potrebbe funzionare, ma io credo che avere una label alle spalle che sa come muoversi e farsi carico della promozione sia una cosa che aiuta una band, ma anche la band deve metterci del suo.

La follia che emerge nel cantato di Lord J. H. Psycho era preventivabile? Insomma quando cantava ancora nei dischi più datati dei Lilyum non era così… incontrollabile e malsano, vero? Eppure nel mix finale non è messo in evidenza come il vocione di XeS. È una scelta che mira a valorizzare il resto degli strumenti?
Non penso che Lord J. H. Psycho in passato fosse meno “schizzato”, basti ascoltare la sua performance nell’album Fear Tension Cold! Se ascolti una traccia come Obsessed te ne renderai conto… E quindi certo che era preventivabile, e questo è anche il motivo perché lui è nei Lilyum. Certo, anche lui come cantante è cresciuto come tutti noi, e la sua prova in Altar Of Fear è eccezionale. Riguardo il volume della voce, ho preferito dare stavolta più potenza e dinamica al suono in generale e fare in modo che la voce si amalgamasse nel sound, piuttosto che sovrastarlo. In effetti sono fiero di come ho mixato il disco, ha un suono caldo, potente e omogeneo, come mai era successo prima.

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Come Glorification of Death era già pronto da qualche tempo, prima di essere pubblicato, anche October’s Call e Altar of Fear lo erano prima della data di uscita? Hai già materiale nel cassetto per altri lavori?
Glorification of Death in realtà era pronto da qualche tempo perché abbiamo dovuto cestinare le parti di batteria in quanto inadeguate e ho dovuto poi rifarle io al computer… questo ci aveva fatto perdere quasi un anno di tempo. Al contrario, nessun altro disco dei Lilyum è pronto molto tempo prima rispetto al rilascio, anzi, il contrario, e questo riguarda anche Altar Of Fear, che già due giorni dopo che avevamo il master in mano aveva già una decina di label candidate a stamparlo, ed è stato ultimato a giugno e stampato ad agosto. Per adesso comunque non ho nulla di pronto di nuovo per i Lilyum, perché probabilmente questo album sarà l’ultimo. Il cerchio si è chiuso con un grande album, siamo tornati a fare quella musica pericolosa che facevamo nei primi album. E’ il settimo disco, ha sette brani e questo per me ha un significato esoterico che non rivelerò per ragioni personali.

Nella nostra prima intervista (era il lontano 2014) mi dicevi -a proposito di Glorification of Death– “tutti i pezzi dell’album sono a mio parere dei potenziali classici per il futuro” e poi anche “credo che GoD verrà capito meglio tra un po’ di tempo”. Estendendo il discorso anche a October’s Call, confermi le tue parole?
Devo dire che col tempo, e questo mi succede poco spesso, devo ritrattare qualcosa a proposito di quei due dischi. Glorification Of Death ha un suono di batteria penoso e i pattern usati li avevo fatti svogliatamente, e questo inficiò molto su un risultato finale che poteva essere indubbiamente migliore. Penso che quel disco abbia cinque potenziali hit, ma almeno quattro pezzi sottotono. October’s Call è il disco più “ragionato” dei Lilyum, e conserva un alone depressivo e malato. Che dire, mi piace ancora, a livello di riff e arrangiamenti lo reputo valido, ma anche in quel caso un batterista umano avrebbe fatto la differenza. Tolto questo però, penso che October’s Call sia ancora un bel lavoro, mentre reputo Glorification Of Death come il punto più basso della nostra discografia, pur essendo comunque discreto. La sola title track è comunque una canzone bellissima e molto emozionale per me.

Kosmos Reversum, probabilmente non è appropriata nel 2017 come domanda visto che siete in giro da anni, ma vorrei chiederti se secondo te ha senso ancora oggi un nome d’arte. Tutti sanno o possono sapere con facilità come ti chiami, ad esempio. Facebook ti blocca senza problemi se non metti qualcosa che richiama la tua vera identità, tra l’altro. È un legame al vecchio spirito black metal forse?
La gente sa come mi chiamo e chi sono, il problema è che Facebook mi sta un po’ sul cazzo, e quindi finché sarò lì sopra e non mi romperanno, userò quel nick, così come ho spesso usato quello di Travis Bickle, ovvero il nome del personaggio principale interpretato da Robert di De Niro nel capolavoro del cinema Taxi Driver, che è anche un personaggio nel quale mi riconosco in molti punti. Kosmos Reversum  come nickname nasce dalla mia passione per i Disiplin, ormai non attivi da anni. Kosmos Reversum è un brano tratto dal loro album Anti-Life. Onestamente, però, ora come ora non ricollegherei lo pseudonimo in sé, per quanto mi riguarda, ad una usanza del black metal, anche perché io sono tutto tranne che il prototipo del black metaller, ma alla necessità di mantenere un minimo di privacy in un mondo digitale dove tutti sanno tutto di tutti. Ma anche questo metodo serve a poco ormai, perché la gente ama farsi i cazzi degli altri, essendo repressa e senza interessi reali.

Gestisci una webzine chiamata Heavy Metal Maniac da diversi anni. Ora hai iniziato anche una nuova avventura come Broken Bones Promotion. Come fai a conciliare tutto coi Lilyum e con il resto delle incombenze della vita? Un altro interrogativo riguarda la presenza di una recensione di Altar of Fear sulla tua webzine: credi che chi l’ha scritta, sicuramente in buona fede, possa esser stato quanto più sincero e obiettivo possibile? Dall’esterno non potrebbe sembrare tutto un po’ troppo facile avere un giudizio positivo da parte di una persona che con te ha rapporti continui di collaborazione?
Cosa c’è di così strano ad avere una recensione della tua band anche sulla tua webzine, se tanto sai che ne usciranno altre venti o trenta su altri siti? Cioè, voglio dire, un recensione positiva o negativa sul proprio sito non cambierebbe i pareri degli altri recensori degli altri siti. Quindi se il tuo disco farà cagare agli altri, non sarà certo un ipotetico parere positivo sul mio sito a cambiare le carte in tavola ahahah! Per quanto mi riguarda, il recensore poteva anche scrivere che il disco gli faceva schifo, ed è quello che gli ho detto almeno dieci volte quando gliel’ho passato. Riguardo a tutti i miei impegni, non sai che ho nel frattempo anche pubblicato un libro (sotto pseudonimo, ovviamente), e cominciato a dipingere. Vado avanti ad esaurimenti nervosi e farmaci, ma essere artisti ha un duro prezzo da pagare.

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Ancora oggi i Lilyum evitano di suonare dal vivo? Però assisterai ancora a concerti metal, più o meno underground. Dimmi se è solo una mia impressione: il black metal (o quel che ne è rimasto) è il più vendibile e commercializzabile degli stili del metal estremo. Come diffusione del merchandising e come seguito più trasversale, soprattutto per motivi extra musicali (che siano ideali politici o di mera apparenza) vedo sempre tanta / troppa attenzione verso determinati gruppi.
Non mi piace molto andare ai concerti, soprattutto ultimamente. Non mi piace socializzare con alcuni individui, quindi se qualcuno pensa che io non sia di suo gradimento, sappia che molto probabilmente la cosa è reciproca. Però qualche live ogni tanto non fa male, ma stendo subito un velo pietoso su termini come show underground, scena ecc… Non c’è proprio più  un cazzo di niente, soprattutto nel metal, ma qualcosa è rimasto forse nel mondo dell’hardcore-punk. I concerti metal underground sono deserti e quindi ho stima per alcune band che dal vivo ancora buttano sangue e ci sanno fare, ma sono una goccia d’acqua in un mare troppo inquinato.  Ci sono gruppi, anche solo parlando della mia città, Torino, che spaccano il culo alla grande in sede live, e quindi il problema non è tanto da ricercare nella mancanza di band valide o meno, ma nel mancato vero supporto da parte del pubblico. A volte vedo eventi su Facebook con 150 partecipanti, ma poi ti rechi all’evento e ne vedi venti. E questo succede quasi sempre. Se avessimo per ogni show underground almeno 100 partecipanti saremmo a cavallo, ci sarebbe più entusiasmo, i gestori dei locali sarebbero più soddisfatti e via dicendo. A quel punto potremmo parlare di scena, ma così non è. Per questi ed altri motivi, noi come Lilyum non siamo interessati a fare live show, ma parlo solo dei Lilyum, perché magari può capitare che con altri nostri progetti paralleli si possa affrontare la dimensione live, e infatti sia Frozen che Psycho so che sono molto attivi in questo senso. In definitiva, i live show li fa chi vuole farli, sennò inutile batter troppo sul tasto del “meglio la band che fa live o quella che non li fa?”. Ognuno fa quello che vuole e stop, ma i dischi che registri, quelli sì che rimarranno impressi per sempre. Non a caso si fa un tour di supporto al disco e non viceversa. Riguardo il fatto che il black metal sia il più vendibile non saprei che dirti, per ora ho venduto solo una copia del mio disco. Probabilmente se io mi affiliassi a qualche gruppetto davvero cattivo sui social network e mettessi qualche croce celtica in copertina sarei più apprezzato, ma in fondo perché dovrei farlo? Il black metal pretende di avere connotati politici? Chi? Cosa? Quando? Al massimo le persone hanno ideali politici, non un genere musicale, ma anche gli ideali per essere chiamati tali devono avere un certo spessore. Il black metal innanzitutto deve essere suonato da gente che sa quello che sta facendo e lo vive sulla propria pelle. Il black metal è fatto per gente estrema, non per gente che ostenta svastiche e bandiere germaniche e poi non ha un minimo di attitudine. Capisco il fascino che certe epoche e simboli possano evocare, ma a tutto ciò se non unisci buona musica è inutile. Non ti salverà nessuna bandiera o altro. L’unica cosa che può salvarti è solo la tua musica!

Chi compra nel 2017 i cd dei Lilyum? Tornando al discorso di prima, non credi che tutte queste pubblicazioni in vinile (in vari colori e fantasie grafiche) non stiano spostando l’attenzione sull’oggetto? Ma non era la musica a dover avere un prezzo invece che il supporto materiale su cui è incisa?
La musica fa sempre la differenza per me, quindi se il tuo vinile è giallo, ma fa schifo, dovrebbe forse essere color merda. Non mi colpisce davvero quasi più nulla. Trovo che la musica ormai sia diventata troppo omologata, soprattutto nel metal, così come l’atteggiamento dei musicisti nei live show. Una volta c’era qualità e la gente sul palco si spaccava la testa, a volte ci si menava sopra e sotto il palco. Ora cosa cazzo c’è di tutto questo? Il “SUPPORT” di Facebook? Per quanto riguarda la domanda “chi compra i Lilyum?” Boh, penso chi sia stufo della plastica dei Belphegor.

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