Lilyum – Altar Of Fear (Vacula Productions), 2017

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Quanti cambiamenti ogni volta per i Lilyum! La svolta più netta l’ho sentita tra il buonissimo Nothing Is Mine del 2011 e il discreto Glorification Of Death, uscito tre anni dopo, con produzione migliore e passaggi più melodici. Si trattava dell’inizio di una nuova era per il boss Kosmos Reversum, che non solo faceva già uscire un seguito in continuità come October’s Call, ma anche l’ottimo Princeps Malis Generis coi Byblis.

Assieme a lui, in tutti i dischi citati fino ad ora, XeS degli Infernal Angels. Oggi quest’ultimo non è più della partita, il microfono va a Lord J. H. Psycho, che già aveva cantato nei primi lavori dei Lilyum ed era rimasto nella band come polistrumentista, mentre alla batteria torna Frozen degli Arcanum Inferi, già presente nell’EP Human Void. Vi è piaciuta la contestualizzazione? Bene, Altar of Fear cancella tutto quanto in men che non si dica. Come prevedibile e auspicabile, è diverso dai suoi immediati precedessori e si va ad avvicinare ai lavori più datati dei Lilyum e in generale al black metal classico di Darkthrone e Satyricon, a causa del ritorno ad un suono più grezzo e arrembante, ma con una prestazione eccellente di un Lord Psycho molto migliorato che rasenta la schizofrenia. Durante l’ascolto più volte ho avuto paura che mi arrivassero in faccia dei grumi di sputo da parte sua. Kosmos va a tutta birra: se sembrava un po’ trattenuto e addomesticato nei due dischi precedenti, adesso piazza riff penetranti che -grazie alla miglior produzione mai avuta- si stagliano nitidi e cattivi. Soprattutto si riesce a capire il reale valore delle preziose e mai scontate linee di chitarra sovrapposte (To Dream Beneath Plains Of White Ash e la conclusione di Siege The Solar Towers, che poi sfocia in una coda spettrale). Avere un batterista umano e preparato conta molto, e da lì passa un altro punto a favore di questo incendiario album. Prendiamo brani come The Watchers’ Departure o Stain of Salvation: probabilmente fino a qualche anno fa per i Lilyum sarebbe stato solo un miraggio creare qualcosa del genere nella loro varietà di suoni e atmosfere. Molto riuscito è pure il cantato pulito che fa capolino in Voices From The Fire (anche se si erano già fatti dei timidi passi in quel senso in October’s Call). Altar of Fear va decisamente in alto, quantomeno appaiandosi al mio pallino Nothing Is Mine.
[F]

5 pensieri su “Lilyum – Altar Of Fear (Vacula Productions), 2017

  1. […] Gli Infernal Angels sono un gruppo che ha messo radici solide nella scena black italiana, non avendo paura di dire quel cazzo che voleva e soprattutto di fare veramente ciò che si sentiva di fare. Ho comprato pochi giorni fa il loro ottimo split Italian Black Metal Assault con Catechon e Ad Noctem Funeriis, ho ascoltato il full length uscito lo scorso anno e mi è venuto in mente di sentire cosa avevano da dirmi. Per fortuna gli argomenti di discussione non sono mancati, non ultimo lo scioglimento dei Lilyum pochi mesi dopo l’uscita dell’ultimo disco. [F] […]

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