Intervista agli Eyelids (black metal, Italia)

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Supportare, supportare, supportare. Ci si riempie la bocca di questo termine. Soprattutto quando si vive in una zona con poche band e a quel punto il benedetto SVPPORTO diventa un’obbligo. Siete d’accordo? Io no.

Per fortuna non ho mai avuto un senso così acritico della realtà, ho il buon senso di scegliere cosa ascoltare e cosa supportare, a prescindere dalla collocazione geografica. In Basilicata ci sono pochi gruppi? Come in ogni altra parte del globo, ce ne sono di ottimi, di buoni e ce ne sono anche di pessimi. Gli Eyelids di Valsinni, provincia di Matera ma a un tiro di schioppo dalla Calabria, per adesso fanno parte della seconda categoria. Sono giovani e si può leggere dalle risposte, semplici e senza giri di parole. Suonano il loro genere preferito, hanno pubblicato un paio di cd (un mini album e un full length) e meritano un ascolto. Ancora una volta, la bravura non si misura dall’amicizia o dalla distanza dalla propria abitazione.

Domanda tanto banale quanto necessaria. Perché vi chiamate Eyelids? Avrei sorvolato se vi foste chiamati Penetrator of the Heavenly Vulvas o qualcosa di simile, ecco.
Abbiamo scelto questo nome perché, quando ti trovi in uno stato di abbandono e vuoi evadere dal marcio che ci circonda, chiudi le palpebre e ti lasci andare in uno stato di tranquillità interiore.

Un battito di palpebre è passato tra Departure (2016) e Endless Oblivion (primavera 2017), ma Metal Archives dice che vi siete formati nel lontano 2012. Ha ragione? Ogni tanto prende delle belle cappellate e mi viene naturale chiedere conferma ai gruppi interessati. Che avete fatto in quegli anni?
Il progetto nasce nel 2012 da un’idea di F. (chiarrista). Departure, in realtà, è stato scritto e registrato nel 2014 e pubblicato nel 2015 da Masked Dead Records. In quegli anni di vuoto siamo andati alla ricerca di un nostro sound e abbiamo composto materiale pubblicato successivamente

Departure è la vostra prima uscita. Tre pezzi per tredici minuti totali. La considerate una demo o una vera e propria uscita ufficiale? Come la giudicate a oltre un anno dalla pubblicazione? Averla fatta uscire in sole 25 copie per Masked Dead Records è stato un fatto positivo per il successivo passo con Adimere Records (ristampa di 50 copie)?
Departure per noi è un’uscita ufficiale a tutti gli effetti che ha avuto un bel riscontro. Infatti le 25 copie del mini cd della Masked Dead sono andate esaurite in poco tempo. Mentre la ristampa in cd da parte della Adimere è stata più che positiva.

I brani di Endless Oblivion erano già pronti da tempo oppure sono usciti fuori negli scorsi mesi, a ridosso dell’uscita? Stavolta avete scelto l’autoproduzione e un singolare marchio appare sul retro della custodia: Saur Records. Di che si tratta?
Endless Oblivion è stato scritto nell’inverno del 2017, ed è composto da brani scritti in passato e da altri completamente nuovi. La Saur Records nasce da un’idea di M. (bassista, chitarrista), per autoprodurre i nostri lavori.

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Salta subito all’orecchio una tendenza più spiccata del vostro sound verso territori più foschi e depressivi, anche la produzione è diversa. Insomma, Endless Oblivion è altra cosa rispetto a Departure. Come mai? Riflette i mutamenti nei vostri ascolti da fan del black metal più underground?
In Endless Oblivion siamo riusciti a esprimerci meglio dal punto di vista compositivo e sicuramente c’è l’influenza di molti gruppi depressive black metal che ascoltiamo quotidianamente.

La natura è presente nella copertina di Endless Oblivion, ma è anche parte di voi, in quanto lucani e costretti a vivere lontani da grossi centri abitati. La provincia materana è terra fertile per la creazione del black metal?
La natua è parte di noi e fonte di ispirazione, infatti la nostra musica è stata da sempre scritta, e continuerà ad esserlo, nel nostro paesino in mezzo alle montagne lucane. Ad oggi, bisogna ammettere che in Basilicata sfortunatamente non c’è una grossa scena black metal, e questo spiega la difficoltà nel suonare dal vivo.

E invece dal punto di vista della diffusione del genere? Siamo all’età della pietra oppure dalle vostre parti vedete reattività? Prima o poi vedremo gli Eyelids organizzare un piccolo Under The Black Sun Fest qui in Basilicata?
Essendo un genere di nicchia non c’è un gran riscontro, anche se nel nostro piccolo abbiamo avuto un buon supporto che ci permette di andare avanti. L’idea di un piccolo UTBS ci alletta da tempo, non sarà facile, ma mai dire mai.

Quali gruppi italiani condividono con voi lo stesso spirito del black metal?
I nomi da citare sono molti, a partire dal black metal classico per andare poi verso sonorità depressive, appunto: Tenebrae In Perpetuum, Fiave, Afraid of Destiny, Eyelessight e tanti altri.

Dove troveremo gli Eyelids prossimamente? Uscirà qualche nuovo brano a breve?
Tra non molto usciranno due nuovi brani più una cover in uno split con gli Afraid Of Destiny, amici di Treviso.
Ci teniamo a ringraziarti per l’opportunità e la piccola vetrina che ci hai concesso e invitiamo il pubblico a seguire Blog Thrower!

Gli Eyelids sono: F – Guitar, D – Vocals/Drums, M – Bass/Guitar

12 pensieri su “Intervista agli Eyelids (black metal, Italia)

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