Dead but streaming: Gravesite, Urn, Barbaric Hordes

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Il padre, il figlio e lo spirito santo. Beh insomma, santo non proprio, ma sempre di spirito si tratta. In questa tipologia di post spaccerò un po’ di anteprime, o meglio, quelle che inizialmente sono anteprime e poi diventano di pubblico dominio. L’oggetto sarà sempre lo stesso: metal, metal, metal, della più zozza e sublime estrazione.

Quelli che potete ammirare qui sopra sono i Gravesiteitaliani che escono per Xtreem Music col loro secondo album, scabroso death metal retrò, tanto retrò da farmi torcere le budella più e più volte. Per quanto mi riguarda è una super band visto che ne fanno parte il bassista dei Bland Vargar, chitarrista e batterista degli Haemophagus e cantante dei Cancer Spreading. Giudicate voi, per me non hanno molti punti indietro rispetto a big come i Vallenfyre, anzi… Poi se per voi il metal estremo del 2017 è rappresentato dagli attuali Obituary e Abbath alzo le mani e scuoto la testa: quello che ascolterete da qui in avanti non farà bene alle vostre traballanti certezze.

 

Dando per scontato (anche se non ne sarei così sicuro) che un 666 Megatons non tornerà più, gli Urn hanno ricominciato a fare sul serio. Ci sono voluti quasi dieci anni per rimettere in moto questa creatura infernale capitanata dal prode Sulphur, ma alla fine ce l’ha fatta ed è andata molto meglio del previsto. Merito dell’aria delle grandi occasioni di Iron Bonehead Records? Chissà. The Burning è un ennesimo concentrato di velocità e rabbia, pochi giri di parole e tanti satanassi. Quintessenza del metallo. Ne parlerò più diffusamente tra qualche giorno.

 

Certe volte bastano i colori. Bianco, rosso e nero. Non si tratta dei White Stripes, per fortuna, ma di una giovane band portoghese chiamata molto appropriatamente Barbaric Horde, di cui non credo esistano tracce sui social e se sarete così gentili da smentirmi ve ne sarò eternamente grato perché vorrei virtualmente stringer loro la mano, correndo il rischio di vedermela schiacciata con una delicatissima mazza ferrata. La copertina della seconda tape di questi due maledetti assassini sonici urla al mondo intero cosa significa essere estremi, bestiali, guerrafondai, eccessivi, disturbanti anche per l’ascoltatore tipo di metal estremo. Si tratta di una demo, per cui verrà smussata ancora qualcosa, ma se queste sono le premesse, in un anno scarso di carriera solamente tra l’altro, possiamo iniziare a piangere di gioia. Black/death della peggior specie per gli amanti della cassetta, sulla piccola e succulenta label War Arts Productions.

 

2 pensieri su “Dead but streaming: Gravesite, Urn, Barbaric Hordes

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